Edizioni MeridioNews

Edizioni MeridioNews

Edizione Catania

In piazza per ricordare Firenze
«Mai più clandestini, ma cittadini»

In un corteo organizzato dalla comunità senegalese, più di mille persone hanno sfilato in via Etnea per un corteo di preghiera in memoria dei due connazionali uccisi a Firenze e dire «no» a qualunque forma di odio razziale. Cordoglio ed emozione anche per il quarantatreenne morto a Catania ieri mattina. In molti lo conoscevano: «Era perfettamente integrato»

Federica Motta

«Questa non è l'ora del lutto né del riscatto. Ma è l'ora del risveglio civile. Quello che porta alla società del convivere. Una società in cui l'integrazione è possibile a partire da noi per primi, qui a Catania». A parlare è Mbaye Gueye, giovane membro della comunità senegalese di Catania. Come lui, molti altri senegalesi che vivono nel capoluogo etneo si sono incontrati ieri pomeriggio davanti alla villa Bellini e sono giunti fino a piazza Stesicoro. Un migliaio di persone, a passo lento, ha percorso pregando via Etnea in un mesto corteo, attirando l'attenzione della folla in preda agli acquisti natalizi.

Una manifestazione organizzata per ricordare Modou Samb e Mor Diop, i due connazionali tragicamente uccisi a Firenze dalla violenza xenofoba di Ginaluca Casseri, in un giorno di lutto anche per Catania. Un quarantatreenne senegalese morto a causa delle esalazioni di monossido di carbonio provenienti da un braciere che, per il freddo pungente, aveva acceso nella sua stanza da letto.

[youtube

&feature=g-upl&context=G27f51baAUAAAAAAAAAA[/youtube]

«Davanti a Dio e alle leggi civili di qualunque Stato siamo tutti uomini, tutti uguali. La vita è un dono sacro e nessuno ha diritto di toglierla ad un altro uomo», sono state le parole dell'imam di Catania Mufid Abu Touq che, a capo del corteo, ha guidato i presenti in una preghiera cantata.

«Siamo qui per dire no ad ogni forma di razzismo e mettere in primo piano la pace. Perché nessuno possa dire che la comunità senegalese è violenta» - interviene poi Franco Ruggero, Console Onorario del Senegal a Catania. «Anche noi senegalesi siamo il futuro dell'Italia, un futuro meticcio. Viviamo qui, lavoriamo e paghiamo le tasse. C'è bisogno di più tolleranza», soggiunge il Console.
Nel frattempo, stretti per il freddo davanti l'anfiteatro romano, diverse associazioni - PdRete antirazzistaCgil, la Comunità di Sant'Egidio, l'associazione Rita Atria - hanno sostenuto i senegalesi etnei con le parole e la presenza.

«La mia è una doppia prospettiva: quella di italiano e di straniero. Sono nato qua ma i miei genitori sono senegalesi. Eppure sono convinto che un futuro diverso sia possibile, un futuro di umanesimo», commenta fiducioso Mbaye. Intanto tra la folla si fa spazio per il sindaco Raffaele Stancanelli, presente in piazza a fianco della comunità. «Tutti coloro che vengono qua per lavorare hanno diritto di essere rispettati. Spesso ci lamentiamo della nostra Sicilia, eppure sappiamo bene che certe cose a Catania non succederebbero mai. Anzi, sono certo che assieme una maggiore integrazione sia possibile».

Ma ad anticipare il discorso del primo cittadino era stato l'intervento spontaneo di un giovane che, microfono alla mano, aveva urlato ai presenti: «Siamo qui, pacifici, perché crediamo nell'integrazione. Ma ci auguriamo un'integrazione dei fatti, non delle parole. Altrimenti non cambierà mai niente».

Flashnews

Tutte le Flash

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
Riproduzione riservata

Mario Ciancio e la mafia

Le indagini, la richiesta di archiviazione, il rigetto del giudice per le indagini preliminari e il proscioglimento. Tutte le tappe dell'avventura giudiziaria del direttore-editore del quotidiano etneo La Sicilia, imprenditore edilizio di opere pubbliche e private

Il processo Iblis tra mafia, politica e impenditoria

La cronaca di tutte le udienze, gli approfondimenti e gli stralci dal troncone principale con il rito ordinario del procedimento sulle collusioni politico-affaristico-mafiose nel Catanese

Elezioni comunali 2018 in Sicilia

Il 10 giugno 2018 si è votato in 132 Comuni in tutta l'Isola per eleggere nuovi sindaci e consigli comunali. Il percorso di avvicinamento e il nuovo volto delle amministrazioni. Speciali amministrative 2018

I processi a Raffaele Lombardo

Dall'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa - conclusa con una condanna in primo grado a sei anni e otto mesi di carcere - a quella di voto di scambio insieme al figlio Toti. La cronaca completa del trascorso giudiziario dell'ex governatore siciliano

Discariche di Motta S. Anastasia

Dalle proteste alle indagini che hanno scosso il settore dei rifiuti a livello regionale. La storia degli impianti di smaltimento della spazzatura che si trovano in contrada Tiritì e Valanghe d'inverno, tra i più grandi di Sicilia

Leggi tutti i Dossier

Segnala una notizia

Utilizzando questo form puoi segnalare le tue notizie alla redazione

Invia un tuo contributo

I campi contrassegnati con * sono obbligatori

×