Lungomare, stop al centro commerciale
Il Comune: «Il Tar ha sospeso il progetto»

Leandro Perrotta

Cronaca – Viabilità di scorrimento Europa-Rotolo è il nome ufficiale di un progetto che prevede la costruzione di un mega centro commerciale sul mare. Un "pericolo per la sicurezza" secondo 27 associazioni cittadine. Presentato nel 2005 il piano sembrava definitivamente abbandonato fino a pochi giorni fa, quando il commissario ad acta nominato dal Tar ha riavviato l'iter per il completamento dell'opera. Oggi il sindaco annuncia il controricorso con la sospensione, in via cautelativa, dell'opera. Fino alla sentenza definitiva. Guarda il video

«Questa mattina il presidente del Tribunale amministrativo ha sospeso il provvedimento del commissario straordinario». Il sindaco di Catania Raffele Stancanelli annuncia con poche parole quello che molti speravano: la sospensione, almeno in via cautelativa, del'iter di realizzazione del progetto noto come viabilità di scorrimento Europa-Rotolo, ripartito recentemente con la nomina di un commissario ad acta, ovvero il segretario generale del comune di Messina Santi Alligo, nominato dopo una sentenza del Tar dello scorso luglio a favore dell'azienda appaltatrice Immobiliare Alcalà.

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Come più volte denunciato negli anni, a partire dal 2009 con una inchiesta del giornalista catanese Antonio Condorelli ed un appello dell'associazione Cittàinsieme, il progetto, nato nel 2005 sotto l'ufficio speciale per l'emergenza traffico diretto dall'ingegnere Tuccio D'Urso, prevede la costruzione di un mega centro commerciale a ridosso del mare inglobando al suo interno il borgo marinaro di San Giovanni Li Cuti. La formula è quella del project financing, cioè il privato si assume l'onere del completamento del viale Alcide De Gasperi, inizialmente previsto «per scongiurare il pericolo Tsunami, ricevendo l'azienda come contropartita delle aree in concessione per 38 anni. Ma la costruzione di un centro commerciale sul mare, lungi dal migliorare la situazione, aumenterebbe i rischi di dieci volte», come ci spiega l'ingengere Alfio Monastra di Italia Nostra, una delle associazioni che il 9 febbraio ha firmato un nuovo appello proveniente da ben 27 associazioni catanesi. Nell'appello si invitava il sindaco di Catania a «uscire dall'inerzia», dato che dal momento della nomina del commissario, nessun ricorso per il provvedimento del Tar era stato presentato dall'amministrazione cittadina. Fino a oggi, quando il sindaco ha annunciato telefonicamente a Ctzen la sospensione in via cautelativa dell'iter del progetto. Il ricorso presentato dal Comune fa quindi riferimento al provvedimento del commissario ad acta del 19 gennaio, che approvava il progetto preliminare e la bozza di convenzione, replicando che «la determinazione appare illegittima poiché il commissario va oltre il compito affidatogli senza svolgere alcuna attività istruttoria con motivazione carente».

«Da sempre il sindaco si è detto contro quest'opera di cementificazione» è il commento di Nuccio Molino, capo ufficio stampa del comune di Catania, che sottolinea come «la sentenza è in fumus, ma la sospensione dell'esecutività significa che noi abbiamo vinto il primo round».

[Foto di pallotron]