Quella festa a base di coppola e pizzini
Famà: «Da siciliani proviamo orrore»

Redazione

Cronaca – Villa Paradiso dell'Etna organizza il Baciamolemaniparty, festa a tema che inneggia ad una certa Sicilia del passato. E scatta l'indignazione di chi contro quella Sicilia ha speso la vita. Pubblichiamo l'appello alle istituzioni di Flavia e Fabrizio Famà, figli dell'avvocato catanese Serafino ucciso dalla mafia nel 1995. «Non solo folklore, ma messaggi che alimentano una becera mentalità di violenza tra i giovani»

Villa Paradiso dell'Etna organizza il Baciamolemaniparty, festa a tema che inneggia ad una certa Sicilia del passato. E scatta l'indignazione di chi contro quella Sicilia ha speso la vita.

Lettera aperta al Presidente della Provincia di Catania, al Sindaco di San Giovanni La Punta, al Questore di Catania, al Presidente del Tribunale di Catania.

Abbiamo pensato, creduto, sperato di sbagliarci, ma purtroppo non è così.
In uno dei locali più conosciuti e frequentati della provincia di Catania, Villa Paradiso dell’Etna, si organizza una festa dal titolo “Baciamolemaniparty” che vuole ricordare ed inneggiare alla Sicilia del passato: “di stampo prettamente agricolo che poi esportò fuori dai confini tante illustri personalità ma anche alcune particolari caratteristiche fatte di VOSSIGNORIA e di MAMMASANTISSIMA”. Per chi non sapesse il significato del termine Mammasantissima, nel gergo della malavita, in particolare della mafia, questo termine indica un pezzo grosso, un capo indiscusso e venerabile come la Madonna.

Da siciliani, da figli di un uomo ucciso dalla mafia a Catania il 9 novembre 1995, l’avvocato Serafino Famà, proviamo sgomento, delusione, orrore nel pensare che ci sia ancora nella nostra terra gente che ritiene la criminalità e i suoi personaggi dei simboli da imitare in un party mondano. Quella stessa terra che lo scorso 7 aprile ha intitolato una piazza a mio padre, lo dimentica, lo uccide un’ennesima volta.

La nostra amata Sicilia è martoriata e per lei tante, troppe vittime sono cadute, pensiamo a Beppe Montana, a Roberto Antiochia, a Francesco Vecchio, a Pio La Torre, a Carlo Alberto Dalla Chiesa, a Giovanni Falcone, a Paolo Borsellino, a Peppino Impastato, a Rosario Livatino, solo per ricordarne alcuni, e mi stringo alle loro famiglie in questo momento.

Non è solo un party, di per sé di cattivo gusto, ma un messaggio che si lancia ai giovani, un modo di far credere che coppola e pizzini, che peraltro si invita ad indossare alla serata, definiti quali “accessori che rispecchiano la sicilianità”, siano solo divertente folklore da imitare e non parte integrante di una becera mentalità di violenza, prevaricazione, sopraffazione del più debole, ripudio delle regole, odio.

La mafia uccide, chiede il pizzo, controlla e condiziona la democrazia ed il nostro vivere quotidiano, ci priva della libertà.catania

Invitiamo le Istituzioni territoriali, il Presidente della Provincia, i Sindaci dei comuni interessati, il Questore e tutti i nostri conterranei, a prendere una posizione netta e chiara su quali siano i modelli da consegnare ai giovani e chiediamo alle Autorità Competenti di valutare la sussistenza dei delitti contro la moralità pubblica e il buon costume. La storia della Sicilia da tramandare, da imitare, dovrebbe essere quella di chi si è battuto per la legalità, per la giustizia, per l’uguaglianza, per una società migliore per tutti noi, quella della gente onesta che giorno per giorno fa il proprio dovere.

La Sicilia della cultura, di personaggi come Giovanni Verga, Leonardo Sciascia, Luigi Pirandello, Andrea Camilleri, esempi di una terra che sa esprimere la bellezza dei valori morali ed è questa che sentiamo appartenerci, questa quella che noi vogliamo ricordare.

Flavia e Fabrizio Famà

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