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Wind Jet, i lavoratori chiedono garanzie
I sindacati: «Accelerare misure di tutela»

Cronaca, Formazione e lavoro – Riunioni sindacali, con il sindaco di Catania Stancanelli e l’assessore regionale al lavoro Spampinato. Affinché tutti facciano pressione su Ministero e Regione per sbloccare al più presto il pagamento della cassa integrazione e chiedere al governo siciliano di farsi carico del rinnovo dei brevetti per piloti, hostess e tecnici. Atteso intanto per domani il pronunciamento del presidente Pulvirenti sul destino della compagnia etnea, che potrebbe essere ceduta a terzi o andare incontro al commissariamento

Accelerare la procedura di attribuzione degli ammortizzatori sociali per i 442 dipendenti Wind Jet e tutelare la professionalità di piloti, assistenti di volo e tecnici garantendo il rinnovo dei brevetti, non più a carico del vettore. Sono queste le richieste urgenti dei sindacati emerse a margine dell'incontro di lunedì mattina con i rappresentanti sindacali della compagnia aerea catanese. Dopo la firma - avvenuta lo scorso 16 agosto - dell'accordo di cassa integrazione, i lavoratori lamentano uno «stato di malessere e di esasperazione», paventando «tempi lunghi per la soluzione del problema, tempi che sono incompatibili con l’esigenza del mantenimento sia del patrimonio professionale dei dipendenti, sia della fetta di mercato della compagnia aerea, che rappresenta un importante segmento dell’economia siciliana e del diritto di mobilità dei cittadini dell’isola», scrivono in una nota.

Il personale, infatti, «non percepisce lo stipendio da un mese e mezzo», afferma Carmelo De Caudo, segretario provinciale Filt-Cgil, e i tempi per il pagamento non si preannunciano brevi. «Dalla firma del verbale - spiega - il ministero del Lavoro e delle politiche sociali deve emanare un decreto per sbloccare i fondi, per cui possono passare anche tre mesi. In altre occasioni, per casi simili  - continua il sindacalista - sono passati anche sei mesi, quindi chiediamo che gli ammortizzatori sociali siano resi effettivi il prima possibile, perché per i lavoratori la situazione è inaccettabile».

Ma non sono solo i pagamenti delle mensilità a preoccupare i dipendenti della Wind Jet, che chiedono garanzie particolari per il rinnovo dei brevetti necessari per esercitare la loro professione. «Un'azienda di trasporto aereo non è un'industria - afferma De Caudo - ci sono delle professionalità che necessitano una tutela continua, di cui di solito si fa carico la compagnia. In questo caso, vista la particolare situazione di crisi in cui versa Wind Jet, «bisogna salvaguardare le professionalità, perché gli interessati non posso farlo a spese proprie». Per tutelare il lavoro di piloti, assistenti di volo e tecnici, i sindacati hanno incontrato, sempre nella giornata di ieri, l'assessore regionale al Lavoro Beppe Spampinato, chiedendo alla Regione di «farsi carico dei rinnovi come clausola di salvaguardia professionale. La Regione, da parte sua, ci ha fatto sapere che avrebbe valutato la possibilità e noi stiamo già preparando un piano di spesa». Anche perché, sottolina il sindacalista, «questa macchina non ripartirà in tempi brevi e non si può rischiare che i dipendenti perdano le loro competenze».

Per velocizzare i tempi, le organizzazioni sindacali hanno incontrato anche il sindaco di Catania Raffaele Stancanelli, che ha promesso di «porre all’attenzione della proprietà Wind Jet nonché alle istituzioni nazionali e regionali le questioni sollevate dai lavoratori e dal loro sindacato», scrivono i rappresentanti nella nota. «Il primo cittadino - sottolina De Caudo - può fare pressione al ministero del Lavoro in qualità di istituzione e sta facendo la sua parte per accelerare la pratica di cassa integrazione e far sì che a livello regionale si apra un capitolo di tutela delle professionalità».

Intanto - come annunciato lo scorso 18 agosto nel corso di una conferenza stampa - è previsto per domani il pronunciamento del presidente Wind Jet Antonino Pulvirenti sul destino della compagnia: cedere la newco a soggetti terzi o ricorrere al commissariamento. Soluzione, quest'ultima, «poco percorribile» per le organizzazioni sindacali, in quanto alla low cost etnea mancano gli aereomobili e che servirebbe solo a «prendere atto dell'inoperatività dell'azieda, correndo il rischio che sia ceduta con un valore più basso di quello effettivo», afferma De Caudo. «Noi auspichiamo - continua - che si riprenda una strada seria e concreta, e che i soggetti interessati ad acquisire Wind Jet siano aziende solide sul mercato e interessate all'intero patrimonio aziendale: non solo agli slot ma anche ai dipendenti». Pronunciamento, quello del patron del Catania Calcio, che arriverebbe prima della prossima riunione tra i vertici della proprietaria e il ministro per lo sviluppo economico Corrado Passera, previsto per il 24 agosto, in cui «l'azienda si relazionerà con il Ministero e con i sindacati nazionali per comunicare la strategia che ha scelto di mettere in atto», spiega De Caudo.

I sindacati hanno anche indetto per sabato 25 agosto un'assemblea generale con i lavoratori «per decidere, in assenza di concrete e precise risposte, le azioni di lotta da intraprendere». Nel frattempo, conclude De Caudo, si augurano «che l'azienda riprenda ad essere operativa il prima possibile, per i dipendenti, ma anche per una questione di immagine, per non rischiare di perdere del tutto la sua nicchia di clienti».

E mentre i lavoratori lottano per i propri diritti, c'è chi pensa anche ai passeggeri. A seguito del caos dei giorni scorsi, con voli cancellati e passeggeri riprotetti su altri voli in cambio di una sovrattassa, il Codacons ha presentato contro Wind Jet un esposto a tutte le procure della Sicilia per truffa, appropriazione indebita ed insolvenza fraudolenta, invitando la compagnia etnea a restituire i soldi incassati dai biglietti e chiedendo il risarcimento dei danni, patrimoniali e non, subiti dai consumatori.