Muos, ordinato il dissequestro dell'impianto
Struttura torna sotto controllo della Difesa

Salvo Catalano

Cronaca – Il tribunale delle libertà di Catania ha disposto il dissequestro del sistema di antenne militari americano in costruzione a Niscemi, accogliendo il ricorso dell'Avvocatura di Stato. I sigilli all'impianto erano stati messi il 6 ottobre scorso, lo stesso giorno della grande manifestazione nazionale organizzata dai comitati No Muos. La Procura di Caltagirone aspetta di leggere le motivazioni e si riserva di ricorrere in Cassazione

Il 6 ottobre a Niscemi la festa era stata doppia: per il successo della grande manifestazione nazionale contro il Muos, e per la notizia del sequestro del sistema di antenne militari in costruzione. Ieri è arrivata la doccia fredda: la quinta sezione del tribunale della libertà di Catania ha annullato il decreto di sequestro del Muos, che era stato ordinato dal gip su richiesta della Procura di Caltagirone. È stato accolto il ricorso dell’avvocatura di stato e la struttura è tornata sotto il controllo del Ministero della difesa. Il reato contestato per cui erano stati messi i sigilli all’impianto era violazione delle leggi sull’ambiente, in particolare dei vincoli imposti dal decreto istitutivo della Sugherata, l’area protetta su cui sorge l’eco-mostro.

L’11 settembre delegati del movimento no Muos erano stati ascoltati in Parlamento e solo pochi giorni fa la quarta commissione difesa della Camera ha chiesto una moratoria sia per quanto riguarda la costruzione del Muos, sia per il sistema di antenne già presente nella riserva. Al governo Monti chiedono di rivedere totalmente le autorizzazioni. Un altro piccolo successo per i comitati che in questi mesi hanno portato avanti una paziente azione di informazione e controllo. Fino alla notizia di ieri del dissequestro della struttura dove adesso potranno riprendere i lavori di costruzione del sistema di antenne.

Il procuratore di Caltagirone, Paolo Giordano, aspetta di leggere le motivazioni dei giudici del riesame di Catania e si riserva di presentare ricorso in Cassazione.