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Crisi Wind Jet, Codacons chiede 5,5 milioni
Ricorso collettivo da record contro l'Enac

Redazione

Cronaca – L'associazione di tutela per i consumatori ha depositato oggi un ricorso collettivo al Tar del Lazio contro l’Ente nazionale per l'aviazione civile e il ministero dei Trasporti, in cui  5527 italiani chiedono un risarcimento danni, pari a mille euro ciascuno, per i disagi subiti lo scorso agosto a causa del blocco delle attività della compagnia aerea etnea. «Un crack tutt'altro che imprevisto ed imprevedibile», accusa il Codacons

Un maxiricorso per chiedere un risarcimento danni di 5,5 milioni di euro all’Ente nazionale per l'aviazione civile e al ministero dei Trasporti. Si è chiusa così l'azione collettiva cominciata dal Codacons a seguito dello stop ai voli della Wind Jet del 12 agosto scorso. Per i disagi subiti, 5527 cittadini, residenti in tutta Italia e lasciati a terra dalla compagnia, hanno firmato il ricorso presentato attraverso l'associazione per la tutela dei consumatori al Tar del Lazio, chiedendo un risarcimento danni pari a mille euro ciascuno.

Numeri da record, tanto che il Codacons annuncia di aver avviato le pratiche per l’inserimento ufficiale dell’azione nel Guinness dei primati, come ricorso collettivo più grande del mondo. Se verrà accolto, a pagare i danni saranno il ministero di Corrado Passera e l'Enac, ritenuto dall'associazione «il principale responsabile dello stato di crisi determinatosi», si legge nel ricorso.

«L'Enac – spiega il Codacons - nella qualità di Ente controllore per l’Aviazione Civile, sapeva da marzo che la situazione di Wind Jet era drammatica. Il crack di Ferragosto era tutt'altro che imprevisto ed imprevedibile per chi, come l'Enac, aveva da tempo instaurato un'intensa attività di monitoraggio, senza però adottare idonee misure anche inibitorie volte ad evitare il crack prima e l'aggravarsi dei disservizi dopo». Invece di attivare una serie di azioni volte ad evitare danni e disagi come è in suo potere, l'ente, secondo il Codacons, «si è limitato ad un asserito riscontro formale della presenza di un accordo (quello con Alitalia)». Senza però approfondire con un’attenta istruttoria che sarebbe stata dovuta, visti il grave stato di crisi di Wind Jet e il fallimento della trattativa con l'ex compagnia di bandiera.

All'Ente nazionale e al suo presidente Vito Riggio, infatti, l'associazione rimprovera anche la scelta e le modalità di riprotezione, «consistite - scrive nel ricorso - nel permettere ad altre compagnie di imporre ai passeggeri - che già avevano acquistato, a caro prezzo, un biglietto da Wind Jet - di acquistare dai nuovi operatori altri biglietti». Pagando sovrapprezzi e nuove tasse.

In sostanza, secondo il Codacons, l'Ente avrebbe dovuto prendere un'unica decisione: «inibire a Wind Jet di operare nel mercato, se non previo rilascio di idonee garanzie, anche tenendo conto del ruolo di Alitalia nella procedura di acquisizione, e comunque, quantomeno, bloccare la vendita dei biglietti (venduti, fino ai primi giorni di agosto, con addirittura proposte di assicurazioni aggiuntive!) e rendere noti i rischi ai quali sarebbero andati incontro gli acquirenti».

[Foto di andrea barbara elettra]