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Elezioni, ancora spam telematico pro-Recca
Berretta vs Miur sulla privacy degli studenti

Claudia Campese

Cronaca – Dopo docenti e studenti Unict, stavolta tocca agli iscritti alla newsletter dell'agenzia catanese di animazione Master Production che, come il nostro lettore R. C., si sono visti recapitare un messaggio elettorale non richiesto a favore del rettore uscente dell'ateneo catanese Antonino Recca, oggi candidato al Senato con Monti premier. Una situazione che preoccupa anche il candidato Pd Giuseppe Berretta, che chiede al garante della privacy di indagare sul trattamento dei dati degli studenti recentemente richiesti da ministero dell'Istruzione. Anche tu ricevi mail elettorali indesiderate? Segnalalo a CTzen

«Non amo la politica, ma credo in quest'uomo». E' l'oggetto dell'ennesimo spam elettorale inviato a una mailing list che di politico non ha nulla, almeno non nelle intenzioni degli iscritti, a favore del rettore uscente dell'ateneo di Catania, Antonino Recca, ex coordinatore regionale Udc e adesso candidato al Senato con la lista Monti per l'Italia. Almeno il terzo caso, dopo il noto mailgate – l'invio di santini per le elezioni regionali della candidata Udc Maria Elena Grassi all'intero indirizzario mail dell'ateneo - e quello del messaggio di sostegno sempre a Recca inviato da Corrado Andrè, della Scuola Piloti Can-am, agli studenti iscritti alla mailing list per i corsi organizzati in convenzione con Unict. Stavolta, a proporre il voto per il rettore uscente alle prossime elezioni nazionali è Oscar Coci della Master Production, agenzia catanese di animazione, spettacolo e organizzazione di eventi.

Un invito in punta di penna – o di tastiera –, con parecchie cautele, ma inviata all'indirizzo noreply dell'azienda e quindi alla mailing list composta da chi, negli anni, si è iscritto ai vari corsi ed eventi organizzati dalla Master Production. Tra questi c'è R. C., lettore di CTzen, che ci segnala di aver ricevuto il messaggio dopo la sua iscrizione, anni fa, a un master di spinning. Ma che la mail non abbia niente a che vedere con le finalità dell'azienda lo dice chiaramente lo stesso Coci. Che inizia il messaggio con: «Un mio semplicissimo pensiero personale...». E poi la considerazione: «A breve decideremo il nostro futuro e non votare, significa non decidere... Non amo la politica, ed ho sempre schivato qualunque coinvolgimento diretto... Ma credo in Antonio Recca, Rettore uscente dell'Università di Catania... Al Senato lo sosterrò...». Punti di sospensione compresi.

Subito dopo, il suggerimento elettorale continua con l'invito a visitare e condividere la pagina on line di Recca e la sua intervista per la rubrica Blog tv dell'emittente locale D1. Ma, forse reduce dai troppi casi di mail indesiderate che negli ultimi tempi hanno coinvolto l'università di Catania e i suoi membri, Coci ci tiene a sottolineare, nel caso di disinteresse del destinatario: «Mi scuso, sperando di non aver arrecato fastidi». E, per non tirare in ballo nessuno, specifica in chiusura: «Ribadisco che è soltanto un mio pensiero...».

Una prassi, quella dello spam elettorale in ambito universitario, che di recente ha attirato l'attenzione anche di un altro candidato alle prossime consultazioni politiche: il già parlamentare nazionale Pd Giuseppe Berretta. Che, in una nota, dichiara: «E' opportuno che il Garante per la protezione dei dati personali avvii una verifica su quanto sta accadendo in queste ore: è a rischio infatti la privacy di tutti gli studenti italiani iscritti all'anno accademico 2011-2012 o, peggio ancora, temiamo che possa esservi la strumentalizzazione di un'importante indagine europea per fini meramente elettorali». Il caso nazionale a cui si riferisce Berretta è la settima edizione dell'indagine Eurostudent sulle condizioni di vita e di studio degli studenti universitari in Italia.

Per questo, nelle ultime settimane, il ministero dell'Istruzione, università e ricerca ha richiesto a tutti gli atenei italiani i dati personali completi di tutti gli studenti iscritti, spiega il deputato Pd. «Non si capisce quale sia il motivo per cui il Miur non si limiti a chiedere dati statisticamente significativi per la composizione del campione, come l'età, il sesso, la provenienza geografica o il corso di studi, ma informazioni personali come indirizzi, le caselle di posta elettronica e persino tutti i numeri di cellulare di tutta la popolazione universitaria italiana – commenta Berretta - Il rischio serio e fondato è che, soprattutto in questo periodo elettorale, si possa abusare di iniziative di questo genere, utilizzando indirizzi mail e numeri telefonici degli studenti universitari di tutta Italia».

[Foto di Master Production eventi (a sinistra) e Antonino Recca (a destra)]