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Iblis, i pm chiedono 355 anni di carcere
Più di 20 per Santapaola, 17 per Fagone

E' arrivato oggi uno dei momenti più attesi del processo sulle presunte collusioni politico-mafiose-imprenditoriali nel Catanese. Alla fine della lunga requisitoria i pm hanno formulato le proprie richieste di condanna. Dure, tra aggravanti e pene accessorie, più di quanto si attendessero i familiari. Quasi cento anni in più di quelli chiesti in primo grado nel filone abbreviato della stessa indagine, tra le accuse principali di associazione mafiosa e concorso esterno - Leggi la cronaca dell'intero processo

Claudia Campese

Trecento e poco più. E' la somma degli anni di carcere chiesti dai pubblici ministeri Agata Santonocito e Antonino Fanara per gli imputati del processo Iblis, imprenditori e politici accusati di essere scesi a patti con presunti esponenti mafiosi. Oggi, alla fine della requisitoria dei magistrati, le risate e i borbottii delle difese e del pubblico che hanno spesso animato l'aula, hanno fatto posto alle lacrime dei familiari, soprattutto mogli e figlie degli imputati. Che durante il processo aspettavano questo momento, considerandone l'esito scontato ma non così duro. Tra aggravanti e pene accessorie, sono quasi cento gli anni in più di quelli chiesti in primo grado nel filone abbreviato della stessa indagine. Poche le assoluzioni elencate dai pm, relative ad alcune delle estorsioni analizzate nel processo e in un primo momento addebitate a Pasquale Oliva, Rosario Di Dio e Vincenzo Aiello. Per i quali il bilancio resta comunque pesante.

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