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NoMuos, in migliaia contro le antenne
Dal Pentagono: «Base operativa nel 2016»

Nonostante il divieto ricevuto dalla questura di Caltanissetta, trasformatosi poi in limitazioni sul percorso del corteo, i comitati No Muos sono in marcia in Contrada Ulmo nella riserva della Sughereta, per protestare contro il completamento delle tre parabole dell’impianto satellitare Usa. Intanto dal dipartimento della Difesa degli Stati Uniti fanno sapere che la base siciliana sarà operativa tra due anni e che «l’intera struttura, ovvero tutto e quattro le basi, si metterà in moto nel 2017»

Redazione

I divieti degli scorsi giorni da parte della Questura di Caltanissetta non hanno fermato i comitati che si battono contro il completamento del sistema militare di antenne satellitari statunitense. A Niscemi è partito da contrada Apa, lungo la strada che porta al Cancello 1, il corteo dei NoMuos. La zona è circondata dalle forze dell'ordine, ma gli attivisti procedono verso la base, intonando cori contro il Muos e con in testa alla folla, che conterebbe circa 4mila persone, uno striscione: «Il nostro futuro è nella nostra terra: smilitarizziamo la Sughereta». Intanto, dagli Usa arrivano le dichiarazioni di Rachel Ellehuus, direttore per le politiche dell’Europa del dipartimento della Difesa statunitense, che annuncia: «Entro novembre di quest’anno saranno ultimati i test e l’intera struttura, ovvero tutto e quattro le basi, si metterà in moto nel 2017».

Secondo la tabella di marcia del Pentagono la base siciliana sarà pienamente operativa nel 2016. Mentre in Sicilia continuano le proteste, dagli Usa fanno sapere che «si apriranno grandi opportunità per le comunità locali. Vogliamo rassicurare i siciliani, sono pronti investimenti significativi», spiega Ellehuus.

Non commentano per il momento gli attivisti: «Adesso stiamo pensando al corteo e a come può andare, visti i problemi degli ultimi giorni», dichiara Fabio D'Alessandro del Comitato NoMuos.

Ore 18.51: Il corteo si è concluso. Anche i manifestanti che hanno oltrepassato il cancello 1 e il blocco della polizia stanno lasciando la collina e tornando verso Niscemi. «Questo corteo è stato fatto per far capire che il movimento c'è e continuerà ad esserci», spiega l'attivista Elvira Cusa. Nonostante i divieti, le denunce e le dichiarazioni arrivate oggi dagli Stati Uniti, non hanno intenzione di arrendersi. La prossima manifestazione è prevista per il 25 aprile. «Stiamo pensando a una tre giorni di lotta al presidio», annuncia Cusa.

Ore 18.16: Il gruppo che ha proseguito oltre il cancello 1 è arrivato sulla collina da dove si riescono a vedere le antenne.

Ore 18.03: Una parte dei manifestanti si è fermata davanti al cancello 1. Tra loro il legale Goffredo D'Antona, che afferma:«Il corteo autorizzato si può considerare concluso». Assieme ad altri ha soccorso, in seguito allo scontro con la polizia, un ragazzo ferito. Inoltre, una donna è stata portata via da un'autoambulanza dopo essere stata colpita da una pietra.

Ore 17.50: Il corteo sfonda il cordone di polizia. Continua la marcia verso il cancello 4 della base americana. «Ci avviamo verso il Muos in corteo non autorizzato», dicono gli attivisti.

Ore 17.06: «Vogliamo arrivare dentro la base», annunciano gli attivisti. Il lungo serpentone che forma il corteo ha superato il luogo del presidio permanente No Muos. Non si riesce a stabilire con certezza il numero dei partecipanti che lo formano. Circa 1200 sono i partecipanti arrivati con gli autobus, secondo la stima di un poliziotto presente alla manifestazione, ma dagli uffici della Questura non rispondono. «4000 in corteo, 5000 in corteo, migliaia in corteo ... Oggi dei numeri non ci importa, oggi abbiamo dimostrato che la nostra lotta non si è mai fermata e non si fermerà! #nomuos ora sempre e ovunque!», scrivono sulla pagina Facebook NoMuos, i membri del comitato di Roma.

Ore 16.05: Il corteo comincia a muoversi lungo la strada che porta al cancello 1 della base militare.

[Foto di No Muos]

 

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
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