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Etna, patrimonio Unesco della munizza
Mazzaglia: «Serve un Happy di bellezza»

Dopo il grande successo del video Happyzzamu che denuncia in musica la presenza di numerose discariche abusive sulla muntagna, la presidentessa del Parco dell'Etna Marisa Mazzaglia, interrogata da Ctzen, annuncia una nuova riunione di servizio tra gli enti coinvolti «per concordare una strategia condivisa»

Desirée Miranda

È diventato virale il video denuncia Happyzzamu che mette in evidenza, in modo ironico, la grave situazione di sporcizia in cui si trova l’Etna. Centinaia le discariche abusive, tantissimi e di ogni genere i rifiuti in bella mostra. Tra meno di un mese si festeggerà il primo anniversario dell’inserimento della muntagna tra i siti Unesco. Eppure la spazzatura è lì da anni. A nulla sono valsi i tentativi di ripulire, anche piccole zone, con raccolte volontarie organizzate in collaborazione con le associazioni che vivono l’Etna quotidianamente e i Comuni. Come ha amaramente detto più volte Giuseppe Distefano, presidente di Etnawalk, «sembra che sia fatica inutile, perché la settimana dopo è tutto come prima, se non peggio».

«Il video ha colto una delle problematiche più evidenti del nostro vulcano - dichiara la presidentessa del Parco dell’Etna, Marisa Mazzaglia, - ma il problema è estremamente diffuso e il Parco, come hanno fatto i ragazzi, non può che promuovere iniziative di sensibilizzazione», aggiunge. Anche lei, ammette, sull’onda dei tanti video Happy di Pharrell Williams, avrebbe voluto fare un video in cui il protagonista fosse l’Etna. L’intento però non voleva essere di denuncia. «Avevo banalmente pensato di fare vedere le tante bellezze del vulcano», dice. L’idea però è stata congelata proprio a seguito della pubblicazione di Happyzzamu. «Credo che non sia il momento, perché superato dall’effetto denuncia - afferma –Magari lo facciamo lo stesso, chissà».

Vasto il territorio da controllare e diverse le competenze, così come le strategia di raccolta dei rifiuti, dei diversi Comuni pedemontani. Molteplici gli incontri tra gli enti protagonisti in questi anni e numerose anche le promesse di intervento. Ad oggi però, non solo il problema permane, ma si aggrava sempre più. Sull’Etna infatti, non c’è raccolta dei rifiuti, così la gente si crede autorizzata a lasciare di tutto. Accanto ai sacchetti di spazzatura della scampagnata domenicale c’è materiale di risulta, copertoni, vasche da bagno e frigoriferi.

E proprio in questi giorni si sta cercando di organizzare un ulteriore incontro tra le parti. «Ho fatto vedere il video all’assessore regionale all’Energie e ai Rifiuti (Assessore regionale dell'energia e dei servizi di pubblica utilità, Salvatore Callari ndr) e anche lui è d’accordo che bisogna fare subito qualcosa. – riferisce Mazzaglia - Serve una strategia coordinata tra tutti e tenere conto, nella predisposizione del piano dei rifiuti non solo della parte urbana dell’Etna, ma anche della vasta area rurale che necessita servizi più specifici».

Gli interventi, inoltre, dovrebbero essere sia di tipo straordinario per sanare la grave situazione esistente, che di tipo ordinario «per cercare di garantire il decoro adeguato», come dice la presidentessa del Parco. «Auspico che ci sia una presa di coscienza maggiore del problema da parte di tutti. Non è degno presentarci così agli occhi del mondo», conclude.

 

[Foto tratta dal video Happyzzamu]

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