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Nastri d'argento, stravince Il capitale umano
Il cinema italiano rischia di autocompiacersi

Sette premi al film di Paolo Virzì, tre a La mafia uccide solo d'estate di Pif, rilevazione dello scorso anno. E' il bilancio del più antico premio cinematografico d'Europa, dove però si nota la ripetizione degli stessi titoli e degli stessi nomi. Guarda le foto

Pietro Sidoti

A Taormina, come tradizione da ormai 14 anni consecutivi, vengono consegnati i Nastri d'argento, premi cinematografici assegnati dal sindacato nazionale giornalisti cinematografici italiani. Il premio è il più antico d'Europa, secondo nel mondo preceduto solo dagli Academy Award. I premi vengono assegnati, come per gli Oscar, dopo una selezione tra cinquine di candidati, tra i film usciti nell'anno solare precedente.

Quest'anno, merito anche della partecipazione con annessa stravittoria de La grande bellezza ai nastri dell'anno passato, vince alla grande Il capitale umano, del regista livornese Paolo Virzì, con sette premi; lo seguono Pif con il suo La mafia uccide solo d'estate e i suoi tre premi. Poi tutti gli altri.

La conferenza pomeridiana sembra un'allegra chiacchierata tra amici, con Laura Delli Colli, presidente del sindacato, che presenta i vincitori dei Nastri. Nomi già conosciuti da tempo, senza la finta suspance degli Oscar o dei David. Dopo le foto di rito, i ringraziamenti agli sponsor e al Comune per aver permesso tutto l'ambaradan, si ringrazia anche TaorminaArte per il grande lavoro fatto e per le grandi difficoltà incontrate nella gestione. La stragrande maggioranza dei dipendenti infatti non prende lo stipendio da più di otto mesi.

La serata si apre con quasi due ore di ritardo - nonostante la richiesta di una particolare puntualità per consentire le riprese Rai, che andranno in onda il 15 luglio in seconda serata -, con una lentezza estrema: una clip dietro l'altra si va avanti di premio in premio. Virzì viene lasciato per ultimo, insieme a tutti i premi per Il capitale umano. Simpatico quanto inutile il siparietto con Kasia Smutniak che viene fatta salire prima sul palco senza rispettare l'ordine a causa della gravidanza, e poi fatta risalire dopo per premiare, insieme al regista Ozpetek la collega Paola Minaccioni. Unica nota di divertimento Pif che, con la sua delicata irriverenza, ha illuminato un po' una serata ripetitiva, fatta di «Ringrazio il regista che mi ha scelto/a», «Ringrazio tutto il resto del cast», «Il merito è di tutti», «Il nostro cinema non è poi così morto, lo dimostrano tutti i premi di stasera». Tacendo sul fatto che i premi del sindacato italiano dei giornalisti cinematografici difficilmente vanno a film stranieri.

Quando poi sul palco sale Garrett Brown, inventore della steadycam, e l'applauso del pubblico è più lieve di quelli riservati ad AmendolaAccorsi o Santamaria, ci si rende conto che il pubblico presente non è per forza del tutto molto interessato al cinema, ma anche al glam della serata. Di certo i premi non vanno solo alla qualità: il Nastro speciale alla Rohrwacher è sembrato quasi un ripiego, vista l'assenza della sua pellicola dalle cinquine dei nominati. I titoli e i nomi si son ripetuti spesso durante la serata, dando il senso di una autoreferenzialità e un autocompiacimento che forse sono il vero male del cinema nostrano degli ultimi tempi. Compreso il fatto che ì 35 film su 38 presenti nelle cinquine di nomination, sono stati prodotti dal main sponsor dell'evento.

L'elenco completo dei vincitori
Il film dell'anno: La sedia della felicità di Carlo Mazzacurati
Regista del miglior film: Paolo Virzì per Il capitale umano
Miglior regista esordiente: Pif (Pierfrancesco Diliberto) per La mafia uccide solo d’estate
Commedia: Song’e Napule dei Manetti Bros
Produttore: Domenico Procacci, Matteo Rovere (con Rai Cinema) per Smetto quando voglio
Soggetto: Michele Astori, Pierfrancesco Diliberto, Marco Martani per La mafia uccide solo d’estate
Sceneggiatura: Paolo Virzì, Francesco Bruni, Francesco Piccolo per Il capitale umano
Attore protagonista: Fabrizio Bentivoglio, Fabrizio Gifuni per Il capitale umano
Attrice protagonista: Kasia Smutniak per Allacciate le cinture
Attore non protagonista: Carlo Buccirosso, Paolo Sassanelli per Song’e’Napule
Attrice non protagonista: Paola Minaccioni per Allacciate le cinture
Fotografia: Daniele Ciprì per Salvo
Scenografia: Mauro Radaelli per Il capitale umano
Montaggio: Cecilia Zanuso per Il capitale umano
Sonoro in presa diretta: Roberto Mozzarelli per Il capitale umano
Colonna sonora: Pivio e Aldo De Scalzi per Song’e Napule
Canzone originale: Song’e Napule di C. Di Riso e F. D’Ancona cantata da Giampaolo Morelli per Song’e Napule

 

I Nastri speciali
Alice Rohrwacher per il successo internazionale di Le meraviglie
Dino Trappetti per i 50 anni della Sartoria Tirelli
Nastro d’Argento per il miglior esordio alla regia “in corto“ a Stefano Accorsi per Io non ti conosco
Nastro d’Argento per il miglior Casting Director a Pino Pellegrino per Allacciate le cinture

Il premio Guglielmo Biraghi 2014 per gli esordienti
Matilde Gioli per Il capitale umano

Altri premi
Nastro d’Argento Bulgari: Asia Argento per Incompresa (non presentatasi)
Premio "Porsche 911 Targa" Tradizione e innovazione: Pierfrancesco Favino - Il ‘pilota’ dell’anno: Clay Regazzoni in Rush
Hamilton Behind the camera - Nastri d’Argento opera prima: Pif (Pierfrancesco Diliberto) per La mafia uccide solo d’estate
Persol Personaggio dell’anno: Claudio Santamaria per Il venditore di medicine
Cusumano – Nastri d’Argento per la Commedia: Claudia Gerini per Maldamore e Tutta colpa di Freud
Wella – Nastri d’Argento per il look del talento: Anna Foglietta per Tutta colpa di Freud
Falconeri – Nastri d’Argento stile e eleganza: Valeria Solarino per Smetto quando voglio
Premio "Nino Manfredi" in collaborazione con la famiglia Manfredi: Marco Giallini
Premi "Nino Manfredi" per il decennale
Claudio Amendola
Edoardo Leo

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