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Catania, contro il Frosinone nuova sconfitta
«Siamo lontani dall’essere una squadra»

La trasferta laziale ha portato con sé un nuovo boccone amaro per i tifosi rossazzurri. L'allenatore Giuseppe Sannino non cerca scuse: «Parlare di emergenza, di infortunati, squalificati non è parlare di calcio». Ma difende i suoi uomini: «I giocatori che ho a disposizione per me sono i migliori del mondo»

Marco Di Mauro

Fine di una partita andata male. Il Catania esce fuori dal Comunale di Frosinone con nelle mani nulla. In campo ha fatto tutto quanto nel suo possibile. Eppure è risultato esser poco: uno a zero per il Frosinone. È l’opinione che Giuseppe Sannino esprime davanti ai giornalisti: «Oggi non posso rimproverare nulla a questi ragazzi sotto l’aspetto umano. Hanno dato tutto in campo, ma non è bastato». Perché? «Parlare di emergenza, di infortunati, squalificati non è parlare di calcio. Per questo vi dico scrivete quel che vedete. Parlatene voi. In fondo è sotto gli occhi di tutti che ci mancano i numeri per giocare il calcio che vorremmo, per esser la squadra che vorremmo. Ma in questo momento questi siamo. E lo ripeto, i giocatori che ho a disposizione per me sono i migliori del mondo. Non dobbiamo piangerci addosso ma esser forti attendendo che passi la nottata».

Per tutto il primo tempo il Catania ha tenuto bene il campo, gara equilibrata, indirizzata al pareggio, poi l’espulsione di Cani: «Poco da dire sull’episodio. Siamo stati stupidi. Ma più dell’espulsione di Cani ha influito altro». Cosa? «L’uscita dal campo di Spolli. È un giocatore importante, di carisma, che ha dato certezze all’intera retroguardia e ridotto all’ordinaria amministrazione il lavoro di Anania, mai impegnato prima del suo infortunio».

Poi: «Son stato costretto a guardare in panchina e chi avevo? Ho adattato Garufi a destra e spostato Peruzzi centrale». Ed è successo il patatrac: «Spiace, perché non l’avremmo meritato. Soprattutto non lo meritavano i tifosi che fanno tanti sacrifici per seguirci. Per questo ho mandato i miei ragazzi ad applaudirli. È per queste persone che dobbiamo rimboccarci ancor di più le maniche, tornare ad allenarci per mostrare quel che ancora ci manca». Cosa? «In campo ho visto uomini determinati, tutti, a raggiungere il risultato. Però siamo ancora lontani dall’essere una squadra». E quindi: «Dobbiamo fare un passo indietro. Assumere consapevolezza delle nostre difficoltà, del momento, e lavorare per uscirne fuori, mantenendo la fiducia in noi stessi».

Dopo la gara contro il Pescara, Sannino aveva chiesto alla società di aprire le porte di Torre del Grifo ai tifosi. Messaggio caduto nel vuoto. Per la gara contro il Bari, dove mancheranno anche Capuano e Spolli, aver il pubblico dodicesimo in campo sarà ancor più importante, già dagli allenamenti.

 

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