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Rifiuti Acireale, inizio lento per la Senesi «Da novembre più mezzi e frazioni pulite»

A quindici giorni dall'insediamento, l'amministratore delegato della società che ha raccolto l'eredità lasciata dalla Dusty parla dell'inizio di un'esperienza contornata da critiche ma anche speranze, con alcuni problemi nel passaggio di consegne. «Possiamo fare bene con l'amministrazione, abbiamo un piano. Alfio Agrifoglio referente sul territorio? Non rientra nei nostri piani», spiega a CTzen l'amministratore delegato Rodolfo Briganti

Simone Olivelli

«Abbiamo tutte le carte in regola per fare bene». Ne è convinto Rodolfo Briganti, amministratore delegato della Senesi spa, la società che ad Acireale ha raccolto l'eredità della Dusty nel settore della raccolta dei rifiuti. Presenti in Sicilia anche ad Aci Sant’Antonio e Santa Maria di Licodia, al termine della settimana entro la quale aveva promesso di far rientrare l'emergenza rifiuti, Briganti fa un primo commento sull'inizio di un'esperienza che per molti aspetti si prospetta difficile e che ha già registrato le prime critiche da parte di chi auspicava una partenza più efficace.

La settimana di attesa si è conclusa. Si può dire lo stesso dell'emergenza?
«In larga parte è stata affrontata. Abbiamo pulito le frazioni di Pennisi e Santa Maria Ammalati, da tempo in condizioni molto precarie. La difficoltà, tuttavia, rimane nel campo della raccolta differenziata per diversi motivi, tra cui la consegna senza revisione del camion scarrabile (di quelli ribaltabili, ndr) in comodato d'uso alla Dusty e i contenitori nell'area di raccolta consegnati dalla Dusty tutti pieni e in numero di otto, quando pare dovessero essere tredici, ma l'amministrazione si è già mossa con le diffide. Un altro problema infine sono i cassonetti per la differenziata, utilizzati finora dalla cittadinanza come ricettacolo per rifiuti di vario genere e che dovranno tornare al loro uso orginario.
Presto partiremo con un porta a porta che dal centro si estenderà al resto del territorio. Ci sarà anche un adeguamento del parco macchine alle esigenze: per esempio, serviranno meno mezzi di grandi dimensioni e più di piccole-medie dimensioni. Questa settimana arriveranno altre tre navette. Punteremo molto sullo spazzamento meccanico, dedicando un programma apposito alle frazioni, che non dovranno più essere trascurate».».

I cittadini però non hanno più voglia di aspettare. Come pensate di agire e con quali scadenze?
«I cittadini hanno ragione. Ma siamo stati incaricati dal Comune pochi giorni prima di iniziare, i mezzi devono arrivare da fuori su un'isola e c’è una catena logistica che inevitabilmente crea ritardi. Credo che già a partire da inizio novembre saremo operativi al cento per cento. L'amministrazione vuole puntare sul porta a porta, che partitrà in via speriementale nel centro storico per poi essere progressivamente esteso a tutto il territorio frazioni comprese».

E l'isola ecologica?
«È fondamentale per un Comune di queste dimensioni, non se ne può fare a meno. Come società non ci siamo confrontati con l’amministrazione, ne ho sentito parlare due volte ma so che ci stanno lavorando»

Tra i problemi c'è anche il personale in evidente sovrannumero?
«È un fattore innegabile: il personale è doppio rispetto a quello che sarebbe necessario. Sono 120 famiglie, praticamente una piccola-media impresa. C'è un contratto e va rispettato ma, se dovessero verificarsi inadempienze, è chiaro che i dipendenti verranno avvisati e poi si agirà prendendo le dovute misure. Non vogliamo un rapporto dittatoriale con i lavoratori, tutt'altro, ma noi come società riceviamo un capitolato e abbiamo delle responsabilità, e soprattutto ci sono i cittadini che vanno rispettati. Sono loro a pagare le tasse».

C'è chi si chiede se la presenza ad Acireale e ad Aci Sant'Antonio possa essere stata in qualche modo legata a una conoscenza con l'onorevole Nicola D'Agostino.
«Ho conosciuto D’Agostino solo qualche giorno fa. Ne avevo sentito di parlare ma fino ad allora non lo conoscevo. Quando abbiamo iniziato a lavorare ad Aci Sant’Antonio, invece, non sapevo ancora della sua esistenza. In Sicilia siamo presenti da un anno, ma mi sono approcciato alla vostra isola in prima persona, consapevole dell'emergenza che caratterizzava diverse località».

Pochi giorni prima del vostro insediamento, il sindaco di Aversa ha annunciato la volontà di citarvi in giudizio per «aver arrecato danno all'immagine della città».
«Il vero danno ce lo ha arrecato lui ed è per questo che saremo noi a citare in giudizio il Comune di Aversa. Quando abbiamo iniziato a lavorare lì, nel 2010, la percentuale di differenziata era pari allo 0,5 per cento. L'abbiamo innalzata al 55-56 per cento. Con la passata amministrazione abbiamo avuto un ottimo rapporto. Poi con il nuovo sindaco qualcosa si è deteriorato, ma non siamo i soli ad avere problemi. Ci siamo ritrovati a lavorare con tre diversi dirigenti del settore Ambiente, mentre non abbiamo mai conosciuto l'assessore al ramo che poi ha finito col dimettersi».

Nel giugno 2013, un articolo parlò di presunti problemi con la certificazione antimafia. Quanto c'è di vero?
«Nulla. Fino a oggi, ringraziando il cielo non abbiamo mai avuto di questi problemi. So di quell'articolo, ma si è trattato soltanto di una bufala anche perché senza non potremmo operare».

Finito l'insediamento, immagino che lei tornerà nelle Marche. Come referente sul territorio circola il nome di Alfio Agrifoglio, ex direttore dell'Aimeri Ambiente imputato per associazione per delinquere aggravata, truffa aggravata in concorso e traffico illecito di rifiuti aggravato. È così?
«Conto di essere settimanalmente in Sicilia. Ho avuto modo di conoscere Agrifoglio e, posto che fino a sentenza definitiva considero ogni imputato innocente, posso dire che al momento la sua professionalità non fa parte dei nostri progetti. Si è proposto come una persona che ha operato sul campo. Se quei capi d'accusa avrebbero un peso in un'eventuale valutazione del suo curriculum? Certo che sì».

Riceviamo e pubblichiamo una precisazione di Alfio Agrifoglio in merito a quanto dichiarato da Rodolfo Briganti:

In riferimento all’articolo a firma di Simone Olivelli pubblicato sul Vostro giornale online CTzen il 14.10.2014 mi corre l’obbligo precisare quanto dichiarato dal sig. Rodolfo Briganti Amministratore Delegato della Senesi s.p.a.. Premetto di aver incontrato il sig. Briganti solamente due volte, entrambe su suo invito, l’ultima delle quali risalente al giugno scorso. Alla domanda circa il mio possibile inserimento nei progetti della Senesi s.p.a. l’intervistato ha risposto che io mi sarei “proposto come una persona che ha operato sul campo”. Tale affermazione non corrisponde al vero in quanto non è né è mai stata mia intenzione fare parte dei progetti della società da lui amministrata e mai mi sono proposto come referente del territorio per la Senesi s.p.a. essendo, tra l’altro, attualmente impegnato con altre società. Colgo l’occasione per comunicare al sig. Briganti che non avrà occasione di valutare il mo cv in quanto non fa parte dei miei progetti un’eventuale rapporto con l’azienda da lui rappresentata. Concludendo quanto ritenuto doveroso lo esorto a non divulgare oltre tali imprecise informazioni che potrebbero ledere la mia professionalità.

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