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Edizione Catania

Intervista a Nicolò Marino
«Il sistema mi ha fatto fuori»

Il sequestro dell'impianto di Mazzarà da parte della procura di Barcellona. La mancanza di un provvedimento simile a Catania. I condizionamenti di Crocetta da parte di Confindutria. MeridioNews intervista l'ex assessore ai Rifiuti, che afferma: «Nessuna discarica è messa bene, dietro l'angolo c'è una grave emergenza rifiuti»

Salvo Catalano

È stato il fiore all'occhiello della prima giunta guidata da Rosario Crocetta. Simbolo di legalità, baluardo nella lotta al malaffare e alla trasparenza in un ruolo strategico: l'assessorato all'Energia e ai Rifiuti. Adesso Nicolò Marino, dopo essere stato sacrificato sull'altare di più alti equilibri di potere, è diventato per i detrattori del governo regionale la dimostrazione che la rivoluzione invocata dal presidente è rimasta sulla carta. Nell'ultima polemica nata dopo il sequestro della discarica di Mazzarà Sant'Andrea e l'autorizzazione per i comuni del Messinese a conferire nell'impianto Tiritì-Valanghe d'inverno in provincia di Catania, a evocare il suo nome è stato il sindaco di Misterbianco: «Crocetta ha cacciato l'ex assessore Marino che stava portando avanti una seria azione di rinnovamento e trasparenza. Il governatore a parole dice delle cose, nei fatti sorvola». In verità a farlo fuori, secondo lo stesso ex magistrato, «è stato un sistema che va ben al di là di Crocetta e che ha rilevanza nazionale». 

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