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Acireale, una libreria nel degrado di piazza Santa Chiara
La titolare: «Una scommessa che rischio di perdere»

Valeria Giunta, di origini ragusane, a metà del 2014 ha deciso di aprire la propria attività nella zona conosciuta con il nome di Triangolo, divenuto luogo di incontro per decine di giovani. Che nel corso dei mesi si sono rivelati invece la causa principale dei problemi di PartyAmo. «Anziché pensare agli extracomunitari che chiedono qualche spicciolo, l'amministrazione dovrebbe occuparsi delle problematiche sociali»

Simone Olivelli

«Scegliere di aprire un’attività qui è stata una scommessa, che però se le cose rimarranno così rischierò di perdere». Si sfoga così Valeria Giunta, titolare di PartyAmo, una piccola libreria per ragazzi e party shop di Acireale, che dopo meno di un anno dall’apertura inizia a fare i conti con un contesto generale che rischia di soffocare anche il migliore dei propositi. Di origini ragusane, a metà del 2014 ha deciso di aprire la propria attività in piazza Santa Chiara, una zona conosciuta dai più con il nome di Triangolo e negli ultimi tempi divenuto luogo di incontro per decine di giovani. Quelle che però sembrerebbero essere le condizioni migliori dove far nascere una libreria, con il passare dei mesi si sono rivelate invece la causa principale dei problemi di PartyAmo

Problemi che più che con la crisi del comparto editoriale hanno a che fare con il degrado in cui versa la zona. Stato di abbandono che riguarda tanto l’ambiente che i comportamenti di chi la vive: «Era il pomeriggio del 23 dicembre – racconta – quando sentendo dei rumori provenire dal retro, mi sono affacciata e ho notato un ragazzino intento a distruggere le bottiglie di vetro lasciate in giro. Ho cercato di fargli capire – continua la donna – l’inopportunità del gesto e i pericoli che poteva creare per sé e per gli altri ma ha reagito come non mi aspettassi». 

Il giovanissimo, che dopo i fatti si è scoperto essere appena dodicenne, ha intimato alla titolare della libreria di andarsene pena una pugnalata in pieno stomaco: «Lì per lì – spiega Giunta – ho avuto un attimo di paura, perché non mi aspettavo una reazione di questo tipo da un ragazzino. Poi però è subentrato lo scoramento per uno stato generale delle cose in cui ogni cosa sembra essere abbandonata a se stessa». La donna ha sporto denuncia ai carabinieri, i quali dal canto loro hanno sottolineato come la minore età del ragazzo impedisca particolari azioni di repressione del reato. 

Tuttavia, i pensieri di Giunta vanno altrove: «Il vero problema – dichiara – non è tanto il bullismo o i piccoli episodi di delinquenza, che esistono, creano danni anche a noi esercenti e impauriscono le persone, quanto la sensazione che da parte di chi dovrebbe occuparsi del disagio non arrivi nessun segnale verso un cambio di rotta». Tra coloro che potrebbero scendere in campo, con azioni concrete volte al recupero del decoro urbano e all’integrazione della marginalità, l’amministrazione comunale che però – a detta della titolare di PartyAmo – non ha risposto sino a oggi alle sue richieste di collaborazione: «Ho informato più volte il sindaco delle difficoltà in cui noi commercianti operiamo e dei rischi di chiudere le attività – racconta – ma non ho mai ricevuto risposta. Ciò mi ha deluso, specialmente perché proprio il primo cittadino in occasione dell’inaugurazione della libreria si complimentò con me per la scelta fatta». 

Eppure, in tema di sicurezza, integrazione e decoro, proprio negli scorsi giorni l’amministrazione comunale, in collaborazione con le locali forze di polizia, ha indetto un tavolo per trovare le misure adeguate a eliminare la presenza di extracomunitari ai semafori in cerca di elemosine: «Mi sembra assurdo – commenta la donna – che si guardi agli extracomunitari come dei problemi da trattare solo perché chiedono qualche spicciolo. Forse sarebbe il caso di pensare alle problematiche sociali che caratterizzano larghi strati della popolazione locale e che hanno ricadute ben più pesanti sull’intera collettività». Per Giunta, che nella vita opera anche come volontaria nel carcere di Bicocca, le risposte che andrebbero date sono ben precise: «Bisogna recuperare questo luogo che potrebbe essere un fiore all’occhiello, ripulirlo, curarlo. E per farlo bisognerebbe coinvolgere gli stessi ragazzi che lo vivono tutti i giorni; giovani a cui se si sanno dare le giuste attenzioni rispondono come nessun altro». 

Dall’amministrazione comunale, intanto, fanno sapere di essere al corrente dei problemi: «L’amministrazione e le forze dell’ordine – si legge in una nota del sindaco – conoscono le problematiche di piazza Santa Chiara. Che avvengano fatti simili è grave: invito tutti i cittadini a chiamare e denunciare sempre senza esitazioni qualunque illecito alle forze dell’ordine. Posso assicurare – continua Barbagallo – che come primo cittadino ho sollecitato e sollecito le forze dell’ordine a tenere sotto controllo la situazione: è quanto posso fare nel caso in cui si verifichino determinati episodi». In merito, invece, al recupero dell’area, il sindaco annuncia che nei prossimi giorni la piazza sarà di nuovo ripulita: «So che in queste ore sono stati rimossi i primi cumuli di rifiuti – dichiara – domani si continuerà a ripulire tutta l’area, che purtroppo è spesso teatro di disordine e comportamenti incivili. Al contempo il settore Urbanistica sta ripercorrendo tutto l’iter per regolamentare la sosta e l’accesso delle auto e dei motocicli nella piazza, cosa che finora è stata lasciata al caso».

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