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Parcheggio Sanzio, Bianco annulla l'appalto 
Dopo l'inchiesta di MeridioNews atti in procura

La vicenda era stata sollevata da un articolo della nostra testata e ripresa da un'interpellanza all'Ars della deputata del M5S Angela Foti. Oggi la decisione dell'amministrazione guidata da Enzo Bianco: annullati i provvedimenti che avevano consentito l'avvio del progetto. La documentazione verrà trasmessa alle autorità giudiziarie e anticorruzione

Redazione

«Il contratto è oggetto di una profonda rivisitazione, forse di un annullamento». Così poco meno di un mese fa l'assessore alla Viabilità del Comune di Catania Rosario D'Agata parlava dell'appalto per il parcheggio Sanzio. Oggi arriva la notizia della decisione dell'amministrazione guidata dal sindaco Enzo Bianco: «La giunta comunale di Catania, con un proprio atto d'indirizzo, ha disposto di annullare i provvedimenti con cui l'allora direttore dell'Ufficio speciale Tuccio D'Urso aveva consentito l'avvio dell'appalto». E, inoltre, è stato deciso di «trasmettere tutta la documentazione alla Procura della Repubblica di Catania, alla Procura generale della Corte dei Conti di Palermo e all'Agenzia nazionale anticorruzione». L'appalto era già finito al centro dell'iinchiesta antimafia Iblis

Come rivelato da MeridioNews in un articolo pubblicato a settembre 2014, a gestire i lavori, dopo la fuoriuscita per motivi giudiziari dell'imprenditore Mariano Incarbone,  c'è la Catania Parcheggi Spa, formata per l’'1 per cento dal Consorzio Cooperative Ciro Menotti con sede a Ravenna e per il 99 per cento dalla palermitana Final Spa, di Filippo Lodetti Alliata, re delle aree di sosta indagato dai magistrati milanesi nell'indagine Expo 2015. La vicenda, dopo la pubblicazione dell'articolo della nostra testata, era stata ripresa in un'interpellanza all'Ars da parte dell'onorevole del Movimento 5 stelle Angela Foti. A fine marzo era arrivata la risposta dell'assessore regionale alla Infrastrutture Giovanni Battista Pizzo, «E' stata avviata dagli uffici - si legge nel documento - una indagine ispettiva in ordine alla realizzazione del parcheggio». Ad occuparsene Gaetano Laudani, dirigente del genio civile di Catania, affiancato da altri due professionisti: i dirigenti regionali dell'assessorato Giacomo Rotondo e Vincenzo Lombino

In seguito il gruppo Argo Catania, a gennaio 2015, ha inviato un esposto alla procura e al Comune etneo, oltre che all'Autorità nazionale anticorruzione e alla Commissione nazionale antimafia. Come riporta oggi l'amministrazione, «nell'atto di indirizzo della giunta si sottolinea che, come sancito dal dipartimento della Protezione civile nazionale anche in altre occasioni, gli atti del direttore dell'Ufficio speciale risultino illegittimi perché adottati con i poteri attribuiti al Commissario delegato, ossia l'allora sindaco Umberto Scapagnini, e dunque non ulteriormente delegabili». Nella sentenza Iblis, ripresa anche dai responsabili del Comune, si mette in risalto che «non si comprende "come potesse conciliarsi la procedura prevista per la finanza di progetto con un contributo pubblico corrispondente a ben oltre la metà dell'importo complessivo di spesa presunto"».

La delibera della giunta guidata allora da Scapagnini comprendeva anche delle attività imprenditoriali - tra le quali anche un centro commerciale - «inconciliabili con un contributo pubblico che peraltro venne trasformato da Scapagnini da mutuo del Comune a contributo diretto all'impresa. Ogni riferimento alle attività commerciali e al project financing venne fatto poi scomparire con un atto aggiuntivo con cui si modificava, senza sostituirla integralmente, la convenzione iniziale con l'Ati». Nel 2009, quando Raffaele Lombardo era già governatore, «la Regione assegnò alla società un contributo da quasi 16 milioni di euro. Per questo motivo oltre all'Anac, anche la Regione siciliana ha acquisito, nel febbraio scorso, documenti sulla vicenda nell'ambito di una propria indagine sull'accaduto». Il progetto, infatti, prevede 1080 posti auto e 40 per i bus, da realizzare in project financing per un costo complessivo di 39 milioni di euro.

L'amministrazione Bianco spiega che per la sua progettazione, quello del parcheggio Sanzio è un'opera che danneggerebbe «sia il patrimonio del Comune di Catania - per l'eccessiva durata della concessione, sessant'anni, a fronte dell'assenza di canoni o altri benefici -, sia l'ambiente, per la colata di cemento per la realizzazione del centro commerciale, sia la sua sicurezza, perché con la realizzazione dell'opera tutto il traffico in entrata e in uscita dalla città avrebbe dovuto passare per il parcheggio, creando un tappo pericolosissimo in caso di forzata evacuazione». Non sono escluse «nuove azioni per eliminare i provvedimenti adottati dal commissario straordinario Scapagnini con i poteri del Consiglio comunale e riguardanti direttamente o indirettamente la realizzazione del parcheggio Sanzio». E, inoltre, è stato dato mandato «di appurare la presenza di eventuali altri vizi di legittimità. L'intenzione della giunta è adesso quella di recuperare il finanziamento per realizzare nella stessa area un parcheggio sotterraneo destinando la parte in superficie a verde».

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