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Discarica Motta, chiesta rimozione dei commissari
«Con la piromania non si risolve il problema rifiuti»

Otto associazioni che si occupano di temi ambientali - dal Muos alle trivellazioni - criticano la gestione del settore realizzata dalla giunta Crocetta. Punto di partenza è lo stallo dell'impianto Oikos, da mesi sotto gestione prefettizia. Invece di guidare il processo di chiusura, i commissari hanno chiesto di abbancare altre 340mila tonnellate di spazzatura

Carmen Valisano

Otto realtà che, in diverse zone della Sicilia e con battaglie differenti, si occupano di ambiente si sono riunite per criticare la gestione del settore realizzata dal governo regionale guidato da Rosario Crocetta. Zero Waste Sicilia, comitati No Discarica Motta e Misterbianco, Forum siciliano dei movimenti per l’acqua e i beni comuni, associazione Rita Atria, No Triv, No Muos, Rifiuti zero Sicilia e Ramarro Sicilia hanno indetto una conferenza stampa stamattina. Situazione emblematica della questione è lo stallo che da quasi un anno vede protagonista la discarica di contrada Valanghe d'inverno della Oikos, nei territori di Motta Sant'Anastasia e Misterbianco. La Regione ha revocato i permessi, il proprietario Domenico Proto è coinvolto nel processo palermitano Terra mia sulle presunte tangenti versate in cambio delle autorizzazioni e da agosto si attende il via libera al progetto di chiusura. Ma da luglio ogni mese - per decreto dello stesso Crocetta - viene dato il via libera allo sbancamento. A guidare l'azienda sono dei commissari nominati dal prefetto e gli attivisti adesso ne chiedono la rimozione

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