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Le relazioni pericolose di Francesco Santapaola
«Grandissima familiarità» con presunto Jihadista

Nelle carte dell'inchiesta Fumo dai fori, sullo spaccio di droga nel Ragusano, spunta il nome del figlio del capomafia Nitto. L'uomo è stato iscritto nel registro degli indagati ma il quadro indiziario è ancora poco chiaro. A insospettire gli inquirenti, i rapporti col tunisino Ben Brahim Tarak, considerato un terrorista

Dario De Luca

Droga, guerra santa e relazioni pericolose. C'è tutto nelle carte dell'inchiesta Fumo dai fori della procura di Ragusa. L'indagine, che ha svelato un giro di spaccio nella città di Vittoria e nei Comuni di Comiso, Santa Croce Camerina e Acate, potrebbe portare a ulteriori sviluppi. Sotto la lente d'ingrandimento del sostituto procuratore Gaetano Scollo e dei militari delle guardia di finanza ci sono i collegamenti tra gli arrestati e alcuni elementi di elevata caratura criminale delle città di Catania e Palermo. Ma anche i rapporti «di grandissima familiarità» tra Ben Brahim Tarak e un catanese che nelle intercettazioni viene chiamato «Francesco». L'uomo in questione, secondo la ricostruzione investigativa, sarebbe il figlio minore del capomafia catanese Nitto Santapaola. «Avevano rapporti assidui - spiega a MeridioNews il procuratore capo Carmelo Petralia -  e grazie alle telefonate intercettate siamo risaliti all'identità».

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