Edizioni MeridioNews

Edizioni MeridioNews

Edizione Catania

Processo Iacp, prescrizione per ex direttore Rubino
Per gli ispettori aveva «favorito dipendenti e amici»

Tra gli imputati, oltre al vertice dell'Istituto autonomo case popolare, c'erano quattro impiegati e sei beneficiari. Erano accusati a vario titolo di abuso d'ufficio, truffa aggravata ai danno dello Stato e falsificazione dei numeri di protocollo. «Si tratta di un esisto inevitabile», commenta l'avvocato Tommaso Tamburino

Umberto Triolo

Foto di: Leandro Perrotta

Foto di: Leandro Perrotta

È la prescrizione a chiudere, in maggior parte, la vicenda giudiziaria sulla gestione dell’Istituto autonomo case popolari di Catania sotto la direzione di Santo Schilirò Rubino. Il collegio della terza sezione penale del tribunale presieduto da Rosa Anna Castagnola, a latere Anna Maria Cristaldi e Barbara Maria Rapisarda, pronunciando la sentenza ha rilevato l’intervenuta prescrizione per la quasi totalità delle contestazioni avanzate dall’accusa. Alla sbarra, oltre al direttore dello Iacp catanese, quattro dipendenti e sei beneficiari. Si tratta di Anna Attilia Tusa, Ettore Schilirò Rubino (figlio di Santo, ndr), Adele Fiorello, Giuseppe Caruso, Orazio e Carmelo Sicali, Nino Santoro, Agata Romeo, Carmela Bergamo e Gaetano Maravigna. I reati, contestati a vario titolo, erano di abuso d’ufficio, truffa aggravata ai danni dello Stato, falsificazione nei numeri di protocollo e nelle attestazioni. 

Condotte, queste, evidenziate da «fatti emersi in maniera oggettiva» aveva chiosato il pm Andrea Bonomo durante la requisitoria. «Vari alloggi - continuava - sono stati assegnati da Santo Schilirò Rubino senza che vi fossero i requisiti previsti dalle leggi». E per i numeri di protocollo «le date inserite erano false». Unico capo di imputazione per il quale i giudici hanno pronunciato l’assoluzione ha riguardato il falso in un atto: un errore «grossolano», aveva detto il pm in aula, considerato che la data sarebbe dovuta essere due giorni dopo quella indicata. Il tribunale ha disposto anche la trasmissione degli atti alla procura per quanto riguarda alcune presunte falsità.

Molti avvocati hanno fatto presente al collegio giudicante come le accuse nei confronti dei loro assistititi si riferivano a condotte risalenti al 2006-2007 e dunque prescritte. L’attuale assessore alla Trasparenza e legalità del Comune di Catania, Rosario D’Agata, presente in aula nella veste di legale difensore, ha tenuto a ribadire la richiesta di assoluzione, perché il fatto non sussiste, in quanto al tempo «c’era il timore che gli alloggi liberi e non assegnati potesseri essere occupati. Per questo - prosegue - si decise di chiedere ai sindacati di segnalare le persone che avevano i requisiti per avere le abitazioni». L’avvocata Angela Vecchio ha evidenziato al collegio come alcuni atti incriminati, e messi sotto esame, non sono altro che «documenti consequenziali a contratti già stipulati e supportati da perizie».

Sui meccanismi di funzionamento dello Iacp a Catania, durante il dibattimento, Aldo Gangi, uno dei tre ispettori regionali che nel 2009 aveva redatto una relazione sull’Istituto, aveva raccontato ai giudici come a colpire lui e i suoi colleghi era stato «l’accentramento di ruoli da parte di Santo Schilirò Rubino. Ad interim era dirigente dell’area contabile, dell’area amministrativa, del servizio legale, dell’area tecnica, segretario del consiglio di amministrazione, organo unico di gestione delle entrate e delle uscite del protocollo e del sistema informatico, presidente del nucleo di valutazione e verifica del personale». In questo modo, aveva sottolineato l’ispettore, era stato «creato un sistema di condizionamento che poteva danneggiare sia economicamente che giuridicamente le carriere» di chi voleva rifiutarsi di sottostare alle volontà del direttore che «favoriva dipendenti o amici di famiglia». Tra i casi incriminati, infatti, c’erano la proroga del contratto di lavoro alla moglie e una bottega assegnata al figlio Ettore.

«Questa sentenza era qualcosa di inevitabile - spiega a MeridioNews l’avvocato Tommaso Tamburinolegale dello Iacp costituito parte civile - dato che il processo era molto complesso, necessitava di una serie di approfondimenti dibattimentali ed esami. È durato anni e probabilmente non poteva durare meno».

Meridio rubriche

Leggi tutte le rubriche

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore RMB s.r.l.
Riproduzione riservata

Coronavirus, tutto quello che c'è da sapere

La cronaca, gli aggiornamenti, le disposizioni della Regione, le informazioni utili, gli effetti collaterali. Tutto quello che c'è da sapere sul nuovo virus, arrivato anche nell'Isola.

I processi a Raffaele Lombardo

Dall'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa - conclusa con una condanna in primo grado a sei anni e otto mesi di carcere - a quella di voto di scambio insieme al figlio Toti. La cronaca completa del trascorso giudiziario dell'ex governatore siciliano

Elezioni comunali 2021 in Sicilia

Il 10 e 11 ottobre e il 24 e 25 ottobre 2021 in diversi Comuni siciliani si vota per le Amministrative. I cittadini saranno chiamati alle urne per scegliere nuovi sindaci e consiglieri comunali. Il percorso di avvicinamento al voto e i risultati degli scrutini

Mario Ciancio e la mafia

Le indagini, la richiesta di archiviazione, il rigetto del giudice per le indagini preliminari e il proscioglimento. Tutte le tappe dell'avventura giudiziaria del direttore-editore del quotidiano etneo La Sicilia, imprenditore edilizio di opere pubbliche e private

Palazzo di cemento, storia di uno sgombero

Per decenni la torre C3 Moncada di Librino è stata il simbolo dell'illegalità. Dalla scorsa primavera, il Comune di Catania ha condotto una lunga battaglia per strapparla agli occupanti. La vicenda dello stabile-simbolo di una periferia, dalla sua costruzione ai contrasti tra gli ex-abitanti e ...

Leggi tutti i Dossier

Segnala una notizia

Utilizzando questo form puoi segnalare le tue notizie alla redazione

Invia un tuo contributo

I campi contrassegnati con * sono obbligatori

×