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La.Ra., metà azienda torna al figlio del mafioso
«L'agenzia per i beni confiscati non fa ricorso»

I dipendenti dell'azienda, senza stipendio da febbraio, hanno protestato davanti alla prefettura di Catania. Una sentenza d'Appello ha restituito a Salvatore La Mastra, figlio del condannato Carmelo, il 50 per cento delle quote sociali. «Lo Stato non ha impugnato il provvedimento e adesso è definitivo», lamenta un lavoratore

Marco Di Mauro

Prima la speranza del rilancio, poi una sentenza «che fa rimanere la La.Ra. nello stato comatoso in cui si trova da tempo». Lo lamentano i lavoratori che, senza stipendio da mesi, lunedì hanno protestato davanti alla prefettura etnea. La corte di Appello di Catania a febbraio ha restituito a Salvatore La Mastra la metà delle quote della ditta sequestrata nel 1997 e poi confiscata per mafia perché ritenuta legata al padre, Carmelo La Mastra, considerato legato al clan Santapaola. Decisione che avrebbe fatto decadere la promessa di finanziamenti e occasioni di lavoro fatta, nel corso di una riunione, dal direttore dell'agenzia che per conto dello Stato si occupa dei beni sottratti alla malavita (Anbsc), il prefetto Umberto Postiglione. Ad aggravare la situazione ci sono anche i pagamenti arretrati, che l'impresa attende da tempo.

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