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Bilancio, arriva oggi lo schiaffo di Stancanelli 
«Tre anni in silenzio, ora basta con le bugie»

Riferimenti al fascismo, attacchi ai consiglieri che hanno tradito e accuse dirette. «Perché il sindaco non difende il suo operato invece di marciare su Roma?». Intanto, in commissione Bilancio, l'assessore Giuseppe Girlando spiega l'audizione alla Corte dei conti e svela chi lo aiuta alla stesura del piano di rientro

Mattia S. Gangi

Foto di: Mattia S. Gangi

Foto di: Mattia S. Gangi

Il tentativo di sabotare l'evento c'è stato. Due appuntamenti organizzati dall'amministrazione per la stessa ora, la firma di un patto tra Comune e Anas e la manifestazione conclusiva del progetto sportivo Adotta una scuola. Ciononostante la stampa, gli uomini più fedeli e i dipendenti comunali affezionati erano in sala Coppola solo per lui, l'ex sindaco di Catania, Raffaele Stancanelli. Arrivato in compagnia del suo assessore al Bilancio, Roberto Bonaccorsi, per spiegare ai cittadini la sua versione dei fatti sulle condizioni dei conti comunali. Dopo essere stato indicato da Enzo Bianco come diretto responsabile della preoccupante situazione di cassa, oggi al vaglio della magistratura contabileStancanelli rompe un silenzio durato tre anni e non risparmia nessuno. 

«Non volevo fare il grillo parlante nei confronti dell'attuale amministrazione ma non pensavo arrivassero a tanto - spiega l'ex primo cittadino -. Leggere le dichiarazioni di Girlando mi ha spinto a prender parola, per non fare un torto ai miei collaboratori e per ristabilire la verità». E per farlo - grazie all'assist fornito dal sindaco che ha chiamato la sua conferenza stampa «operazione verità» - Stancanelli ha utilizzato una strategia retorica basata sull'accostamento dell'attuale sindacatura agli elementi più farseschi del regime fascista. «Mentre l'ufficio stampa del Comune, come un tempo l'Istituto Luce, ci informa che Bianco sta marciando su Roma in testa al corteo dei sindaci - attacca Stancanelli - vorrei chiedere al primo cittadino perché non era presente ieri, durante l'audizione del suo assessore alla Corte dei conti, per difendere l'operato della sua giunta». 

Perché il sindaco non difende il suo operato invece di marciare su Roma?

«Mi ha fatto particolarmente male leggere che noi abbiamo consegnato una macchina con le ruote scoppie e con il motore guasto - continua l'avvocato - ma i dati che sono stati presentati nelle slide dell'amministrazione sono il ribaltamento della realtà». Secondo Stancanelli, la riduzione del debito di 132 milioni di euro, presentata come una conquista della giunta, altro non sarebbe che la cifra derivante dal pagamento dei mutui previsto in tre anni. «Cosa voleva fare Bianco, non pagare quello che doveva? I dati sono sbagliati perché non hanno ridotto un euro di debito ma, anzi, l'hanno aumentato». Ma il problema del bilancio, stando alle parole degli organizzatori dell'evento, non riguarda solo la situazione del debito. 

La falla nel ragionamento dell'amministrazione starebbe in realtà nell'aver difeso a più riprese il piano di riequilibrio firmato da Stancanelli, giudicato positivamente dal ministero prima e, in secondo luogo, dalla Corte dei conti. «Dal momento della relazione, il nuovo sindaco aveva 60 giorni di tempo per modificare il piano, perché non l'ha fatto e, anzi, l'ha difeso pubblicamente?», si chiede Stancanelli. «La macchina - prosegue, sulla falsariga della metafora di Girlando - si deve condurre, non esibire».

La macchina si deve condurre, non esibire

Ma il sindaco Bianco non è il solo destinatario dell'ira di Stancanelli. Non vengono risparmiati i consiglieri transfughi della passata amministrazione e, soprattutto, gli attuali assessori. «Vorrei dire a quei consiglieri che hanno lavorato con noi e che ora appoggiano l'amministrazione perché state zitti davanti a queste bugie? Solo perché ora siete dall'altra parte?». «E l'assessore Angelo Villari, che più volte ha chiesto aiuto all'ex assessore Carlo Pennisi, come mai non dice nulla?». «Noi oggi veniamo dipinti come il male assoluto ma in realtà ho grande rispetto per tutte le persone, come l'assessore Luigi Bosco, che oggi sono costrette a dire cose che non pensano, solo per spirito di squadra». L'unità più volte richiamata da Bianco, nel discorso dell'ex amministratore, è in realtà una «vuota pretesa». «A chi chiede collaborazione Bianco? - si chiede infine l'ex senatore - A Matteo Iannitti o al professore Maurizio Caserta, che non possono più entrare da nessuna parte? Ai miei collaboratori, oggi tenuti a debita distanza fuori dal palazzo?». Il riferimento, secondo i rumors, è ad alcuni dipendenti che sarebbero stati ostracizzati da Bianco perché sgraditi

Ci sono dipendenti comunali che vengono tenuti fuori dal palazzo

Anche Roberto Bonaccorsi è visibilmente turbato dai dati forniti da Girlando. «Il dibattito non si deve ridurre a una slide. Quelle di cui parliamo oggi sono materie complesse, che affondano le radici nel passato. Sono molto deluso dall'atteggiamento dell'amministrazione». «Le date parlano chiaro - continua l'ex assessore e sindaco dimissionario di Giarre -  il piano è stato approvato e difeso da Bianco. Non è stato cambiato di una virgola. Mi stupiscono inoltre i problemi di comunicazione con la magistratura contabile. Ieri abbiamo appreso che alcuni documenti non sono stati inviati, alcuni invece arrivati in ritardo, altri non sono stati letti. Ma cosa succede?». Bonaccorsi fa riferimento alla notizia, appresa ieri in sede di audizione dell'assessore Girlando davanti ai giudici di Palermo, che l'elenco dei debiti fuori bilancio non è stato inviato per problemi con la posta certificata del Comune

Problemi di comunicazione con la Corte dei conti

Alla domanda risponde, indirettamente, l'assessore Girlando, ascoltato dai consiglieri della commissione Bilancio pochi minuti dopo la conferenza. «Ci sono stati degli errori tecnici - afferma Girlando e nella pec non è stato allegato l'elenco corretto». Se negli anni successivi «sono spuntati debiti in più, di circa 100 milioni, questa è una sottovalutazione che non è imputabile alla nostra esperienza. Anche il ministero e la corte - conclude Girlando - che hanno approvato quel piano, avrebbe potuto notare se qualcosa non era al suo posto». Per quanto riguarda la stesura del piano, già al centro di alcune polemiche per l'esternalizzazione del servizio, l'assessore ha risposto chiarendo l'identità dei suoi collaboratori: «Io sono oggi senza ragioniere generale, per questo ho chiesto l'aiuto di alcuni amici assessori e ragionieri generali di altre città. Ho anche un contatto diretto con la dottoressa Silvia Scozzese dell'Istituto per la finanza e l'economia locale dell'Anci». 

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
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