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A Catania quattro ginecologi su 65 non sono obiettori
«Sospetto che si abortisca fingendo altre operazioni»

Dopo il caso della donna morta al Cannizzaro, torna la polemica sulla reale applicazione della legge 194 che regola l'interruzione volontaria di gravidanza. In Sicilia, secondo i dati del ministero della Sanità, quasi l'88 per cento dei medici si sottrae. E a Catania, nonostante l'assenza di dati pubblici, la percentuale è ancora più alta

Claudia Campese

Su 65 ginecologi nella pianta organica degli ospedali catanesi, solo quattro non sono obiettori di coscienza. Più due esterni. Percentuali più o meno invariate nel corso degli ultimi anni ma che hanno riacceso la polemica dopo il caso di Valentina, 32enne di Palagonia morta insieme ai due feti di cinque mesi che portava in gremboSecondo i familiari e il loro avvocato Salvatore Catania Milluzzo, il ginecologo del Cannizzaro che ha operato la donna avrebbe applicato l'obiezione di coscienza anche a un caso che non rientra tra quelli di leggeVersione respinta dall'ospedale e che convince poco anche gli esperti. Tra cui Renato Costa, segretario regionale dei medici Cgil che da anni si batte per la corretta applicazione della legge 194 sull'interruzione volontaria di gravidanza (Ivg), che regola anche la possibilità dell'obiezione di coscienza. Per Costa, però, «il caso della signora ha comunque riportato a galla una questione importante». Che incide sulla vita di migliaia di donne siciliane, ma su cui esistono pochi dati cittadini. Ecco quelli raccolti da MeridioNews sui quattro ospedali catanesi dotati di un reparto di Ginecologia.

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