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Ragusa: revisione degli accordi a bocce ferme

Niente iscrizioni al primo anno nei corsi di laurea di Ragusa. La piccola commedia degli equivoci nei rapporti tra l'Università di Catania e il Consorzio universitario ibleo volge all'epilogo. Recca: in vista dell'applicazione della 270 la presenza a Ragusa di quattro facoltà non è più sostenibile ed occorre rivedere tutto- Meglio meno, ma meglio

La bozza del “Manifesto degli studi” del Siculorum Gymnasium per il 2009-10 è ormai pronta e non comprende il primo anno di nessuno dei corsi in sedi decentrate. Con l'unica eccezione di Architettura a Siracusa. Nonostante il versamento della prima rata delle somme dovute dal Consorzio universitario ibleo, le iscrizioni al primo anno a Ragusa verranno pertanto bloccate.

Eppure, nella giornata di venerdì, la decisione di annullare la riunione straordinaria del Senato accademico, convocato d'urgenza dopo l'incontro con i responsabili del Consorzio, si è prestata a un malinteso che rischia di provocare qualche risentimento. Poiché il Consorzio aveva versato con bonifico bancario all'ateneo la somma di 1.600.000 euro entro i termini della proroga concessa al neo-presidente Mauro, a Ragusa si ragionava così: “L'iscrizione al primo anno dei corsi di Agraria, Giurisprudenza, Lingue e Medicina è salva. Perché mai non si dovrebbe inserirli nel piano didattico?”. Dunque, visto da Ragusa, il senso dell'annullamento della riunione straordinaria del Senato accademico era: “Per ora tutto rimane come prima, poi vedremo”.

Osservando le cose da Catania la prospettiva non potrebbe essere più diversa. La motivazione giuridica e finanziaria adottata dall'amministrazione centrale dell'ateneo – assenza o insufficienza delle garanzie richieste al consorzio – spiega solo in parte lo stop imposto dal Rettore. Largamente prevalenti sono invece ragioni legate alla tempistica delle decisioni da adottare per l'immediato futuro. Nei numerosi incontri ufficiosi con docenti delle facoltà interessate il professor Recca si è prodigato in un'intensa opera di convincimento: “L'applicazione della 270 rende nulle le precedenti convenzioni e il budget a disposizione del consorzio ibleo consente la presenza di una sola facoltà, non c'è spazio per quattro facoltà a Ragusa”. D'altra parte le decisioni relative ai nuovi corsi di laurea dovranno essere prese entro il mese di ottobre. “Che senso avrebbe – ha insistito il Rettore – attivare il primo anno di corsi che non potranno essere espletati?”.

Da qui la decisione di bloccare le nuove iscrizioni per aprire un tavolo di trattative, tanto all'interno dell'Ateneo, quanto col Consorzio. Il professor Recca è un giocatore che preferisce giocare a bocce ferme. Per i prossimi giorni, anche da Ibla come da Ortigia, non è difficile prevedere levate di scudi, proteste e telefonate alla ministra Gelmini. Né si può tassativamente escludere che pressioni dell'ultima ora giungano a capovolgere ulteriormente la situazione. Ma si è ormai off limits: con o senza l'intervento del deus ex machina, questa piccola commedia degli equivoci volge all'epilogo.

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