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Finto terrorista Isis, le motivazioni dell'assoluzione
«Niente prove, solo suggestioni e scarsi riscontri»

Dopo la sentenza di fine febbraio che ha messo fine a un anno e mezzo di carcerazione, ecco i dettagli che hanno portato il giudice Giancarlo Cascino a ritenere innocente Morad Al Ghazawi. Il migrante siriano sbarcato, insieme alla sua famiglia, a Pozzallo nel 2015 e accusato di essere un miliziano dello Stato islamico

Un video presentato come una prova inquietante ma che, in realtà, è «una parodia». L'esclusivo passaporto dell'Isis definito «solo un'immagine scaricata da internet». In generale, atti «per lo più sconfessati da non ardui riscontri, quasi sempre insufficienti e a volte del tutto contraddittori». È questa la sintesi delle motivazioni, lunghe 44 pagine, con le quali il giudice monocratico Giancarlo Cascino ha assolto alla fine di febbraio Morad Al Ghazawi, il giovane siriano sbarcato a Pozzallo nel dicembre 2015 e accusato di essere un miliziano dell'Isis. A sostenere questa ipotesi erano stati gli agenti della Digos di Ragusa, guidata dalla dirigente Vincy Siracusano, e i magistrati della procura di Catania che per lui avevano chiesto una condanna a quattro anni di carcere. Adesso, a distanza di poco più di due mesi dalla sentenza d'assoluzione, le motivazioni segnano un nuovo spartiacque in questa vicenda. Con il giudice etneo che critica, senza troppi giri di parole, il lavoro di chi ha raccolto le prove e dei magistrati che, sulla base di queste, hanno sostenuto l'accusa in aula.

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