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Aci Catena, Tagliavia e le ambizioni del M5S
«Noi vera e unica novità della politica locale»

La formazione pentastellata viene rappresentata da un palermitano trapiantato da più di due decenni in provincia di Catania. Un neofita della politica che preferisce essere etichettato come tale rispetto ai professionisti della politica «che hanno ridotto così il paese». Dalla differenziata al piano regolatore ecco la ricetta per la città

Carmelo Lombardo

Foto di: Carmelo Lombardo

Foto di: Carmelo Lombardo

Bartolomeo Tagliavia, 50 anni, impiegato presso la Crias, Ente regionale per i finanziamenti alle imprese artigiane. Palermitano, residente da più di vent’anni nel Catenoto, si è innamorato del territorio. Da cinque anni figura come maggior rappresentante del Movimento Cinque Stelle. Da neofita della politica, oggi si candida a sindaco della città: «Per governare ci affidiamo alle competenze, non agli incarichi stabiliti tramite accordi»

Bartolomeo Tagliavia si candida per la prima volta a sindaco di Aci Catena. In questi anni è stato il maggior rappresentante del M5S catenoto. Da neofita della politica, cosa la porta a candidarsi?
«Da vent’anni abito ad Aci Catena, da undici anni ho preso casa in centro. Questo mi ha concesso di conoscere abbastanza bene il nostro territorio. Durante le ultime due legislature mi sono accorto che il paese ha avuto un’involuzione drastica nei servizi e nella qualità della vita. Questa percezione è aumentata cinque anni fa, quando è nato il Movimento. Insieme ad altri attivisti, ho sentito il bisogno di venire incontro ai cittadini, i quali ci hanno rivolto delle richieste di aiuto e avevano voglia di un cambiamento. Se cinque anni fa iniziavamo un’esperienza dettata esclusivamente dal senso civico, oggi ci proponiamo come vera e unica novità della politica catenota degli ultimi trent’anni. Ho sentito forte l’obbligo di spendermi per la città».

Perché, da palermitano d’origine, si è interessato alla politica catenota? Perché i catenoti dovrebbero votare Bartolo Tagliavia?
«Questo è vero, non sono catenoto. Mi sono trasferito a Catania nel ’92 per motivi di lavoro. Negli anni novanta mi sono innamorato di Catania e ci sono rimasto per tantissimo tempo. Trasferitomi ad Aci Castello e di seguito a Vampolieri, undici anni fa ho preso casa ad Aci Catena. Mia figlia sta crescendo qui; questa è la mia città. Certo, il luogo d’origine non può essere mai cancellato, ma questo tempo vissuto ad Aci Catena mi ha dato modo di capire che è qui che voglio continuare la mia vita con la mia famiglia».

Si arriva a queste elezioni dopo la vicenda gettonopoli, che ha visto sette consiglieri rinviati a giudizio per falso e truffa ai danni dello stato. Ma, soprattutto, il prossimo sindaco dovrà sostituire Ascenzio Maesano, adesso agli arresti domiciliari con l’accusa di aver intascato tangenti. La politica ad Aci Catena ha bisogno di ritrovare la giusta condotta morale?
«I cittadini e Aci Catena non meritavano tutto questo. Chi amministra deve avere il senso del padre di famiglia. E quando un padre di famiglia tradisce gli ideali di giustizia, di legalità e di onore della propria comunità, sono gli stessi cittadini a pagarne le conseguenze. Aci Catena ha bisogno di un riscatto morale da parte dei propri amministratori. Chiunque sarà chiamato ad amministrare – siamo sicuri che sarà il Movimento cinque stelle -, dovrà essere il primo a dare l’esempio. Bisogna incanalarsi nel binario della legalità, e lo si può fare solamente se gli amministratori sono i primi a rispettare le regole».

Cosa ne pensa di Ascenzio Maesano? Come ha reagito alla notizia del suo arresto?
«Dal punto di vista umano dispiace, ma le accuse sono talmente gravi e dettagliate da ricadere sulla figura del paese, oggi accostato a questi fatti. Come sempre a pagarne sono i cittadini».

Potremmo vedere il Movimento cinque stelle collaborare insieme alla sinistra rappresentata da Basilio Orfila. Si può immaginare un’alleanza dato che molte delle contestazioni all’ex amministrazione, come ad esempio Gettonopoli, sono state sposate da entrambi i gruppi?
«Il Movimento cinque stelle non ha mai fatto alleanza con nessuno, si sa. Non c’è bisogno di fare alleanze, anche perché non ci sono idee di destra o di sinistra: ci sono idee buone e idee non buone. Nel momento in cui il Movimento amministrerà questa città, presenterà il suo programma. Tutte le forze politiche che vorranno collaborare, saranno ben accette. Non potremmo fare a meno dell’aiuto di tutti, accogliendo anche le critiche costruttive. Qualora dovessimo essere all’opposizione, la nostra sarà un’opposizione reale: saremmo i primi a sottoscrivere qualsiasi buona idea. Ma se qualcosa verrà meno, il Movimento sarà l’opposizione più dura che Aci Catena abbia mai avuto».

Alcuni pensano che vi siate concentrati eccessivamente su Gettonopoli, tralasciando altri temi, a dir loro, ancora più importanti.
«Mi sembra assurda come affermazione. Dalla sua nascita a oggi il Movimento ha presentato diversi progetti insieme agli attivisti. Tra tutti, il cicloturismo: un percorso che attraversa le zone più belle del nostro Comune. Il progetto presentato chiavi in mano nel tempo è andato perso dagli ex amministratori. Poi abbiamo proposto una possibilità per i rifacimenti nelle scuole attraverso la parte destinata a l’Otto per mille del gettito Irpef; la raccolta firme per il trasporto scolastico; ci siamo fatti promotiri dei disagi urbani e di sicurezza in via Indirizzo. Ridurre tutto a Gettonopoli è assolutamente screditante per il Movimento e per quei cittadini che ci hanno fornito le loro idee».

Non la preoccupa la poca esperienza del suo gruppo qualora dovesse governare la città? Da vera novità dello scenario politico locale, in cosa vi sentite diversi rispetto alla politica tradizionale che ha governato finora? A quali iniziative darete priorità?
«Ascenzio Maesano ci aveva definito "dilettanti allo sbaraglio". Se i professionisti sono quelli che hanno ridotto così il paese, allora vorrei essere un dilettante. Che non significa incompetente. Tra i nostri candidati consiglieri e la mia giunta ci sono professionisti: revisori dei conti, ingegneri, avvocati. Nella scelta degli assessori designati, abbiamo individuato dei profili in base alle capacità, non in base alla forza che ha un soggetto di portare voti alla lista: come succede in altri gruppi politici, sulla linea di accordi pre-elettorali. Priorità fondamentale è andare a vedere lo stato dei conti del nostro Comune. Successivamente intraprendere una politica contro la speculazione economica: penso all’efficientamento energetico. Basilare sarà anche intercettare i fondi europei.

Cosa farà per rendere più efficiente la raccolta differenziata?
«Ad Aci Catena è partita a sorpresa da qualche mese con una delibera del commissario: non era mai iniziata prima, a dimostrazione dell’incapacità dell’amministrazione passata. Un Comune deve fare una sana e precisa programmazione almeno un anno prima. In questi dodici mesi avrebbero dovuto tenersi degli incontri tra i responsabili del settore e gli utenti. Andare casa per casa a spiegare i vantaggi e le modalità della raccolta. Bisogna ricominciare da capo, rispettando semplicemente alla lettera il capitolato d’appalto concordato con la ditta».

Aci Catena corre il pericolo di un dissesto finanziario? Abbiamo gli anticorpi per scongiurarlo?
«La situazione è critica. Tra tutti i debiti, abbiamo dei decreti ingiuntivi per conto di ditte fornitrici di energia. Debiti per fatture non pagate, un’ingiunzione che si aggira intorno ai tre milioni. Per non parlare del finanziamento concesso dalla Regione per il progetto Home Care. La stessa Regione, anche a causa dei fatti che hanno investito il nostro ex sindaco, potrebbe richiedere la restituzione dei fondi. Ci auspichiamo che il ricorso intrapreso dal Comune per fronteggiare il decreto ingiuntivo da parte delle società di energia venga accolto, così da non soccombere davanti a questi giudizi; altrimenti è impensabile trovare tre milioni di euro da versare. Con una sana programmazione potremmo trovare gli anticorpi. Le tasse comunali non possono essere ulteriormente aumentate, perché le aliquote sono già al massimo. Con le nostre competenze pensiamo di poter risolvere problemi di questo tipo».

In un’intervista l’ex sindaco Maesano affermò che ad Aci Catena la mafia non esiste. Secondo Maesano, si poteva parlare solo di delinquenza. Anche lei è di questo avviso?
«La mafia oggi si muove tra gli affari economici, i vecchi cliché sono superati. Il concetto di mafia per come lo intendo io è presente e ce lo dicono le cronache giudiziarie. Èmafia anche quando i soldi non vengono utilizzati nel migliore dei modi».

In base all’accordo stipulato tra l’Anci e il governo, Aci Catena potrebbe accogliere 2,5 migranti ogni mille abitanti: sarebbe d’accordo?
«Sono favorevole ad un’integrazione sana. I Comuni in questo caso sono gli ultimi a poter stabilire determinate regole. Prima bisogna fare una verifica degli stranieri che hanno realmente diritto ad essere ospitati, poi valutare la possibilità del Comune a ospitare i migranti in strutture idonee. Così che possa avvenire una sana integrazione tra gli abitanti di Aci Catena e gli eventuali ospiti».

Piano regolatore generale: ci saranno variazioni? Sarà ancora possibile edificare?
«Ho designato l’ingegnere Gianfranco Caudullo come assessore all’Urbanistica, il quale aveva progettato il Prg nel’95, successivamente rigettato. Insieme abbiamo pensato ad un piano regolatore che dia spazio al verde urbano. Puntiamo ad una riqualificazione del territorio. Caudullo ha lavorato ad una legge presentata dal Movimento in Regione, una manovra che parla di importanti modifiche dei Prg. Per il proprietario di un immobile nel centro storico sarà possibile l’abbattimento della struttura, per poi riqualificare quel punto con una piazzetta o delle aree a verde. Al titolare dell’immobile il comune potrà offrire un bonus per andare a edificare in una zona adibita alle costruzioni. Le dinamiche fondamentali sono: ridurre il cemento, riqualificare i centri storici e costruire con sistemi diversi».

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
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