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Paternò, una corsa a 5 con numerose incognite
I partiti sono spaccati, curiosità per gli outsider

Con i sui 48mila abitanti, è uno tra i Comuni più importanti tra quelli chiamati al voto nel Catanese. La riconferma dell'uscente Mauro Mangano sembra in salita, anche a causa delle fratture che attraversano il Pd. C'è attesa per valutare i risultati del M5s e del 89enne Nino Lombardo

Luisa Santangelo

Foto di: Salvatore Caruso

Foto di: Salvatore Caruso

In una città in cui il tema della sicurezza è tornato di stretta attualità, domenica si sfideranno cinque proposte politiche e altrettanti candidati alla poltrona di sindaco. Paternò, con i sui 48mila abitanti, è uno dei Comuni più popolosi tra quelli chiamati al voto nel Catanese. Il che farà emergere anche un dato politico rilevante. Tra le spaccature delle coalizioni e dei partiti tradizionali - clamoroso il caso del Pd - e le incognite sulla consistenza numerica del Movimento 5 stelle. C'è poi curiosità per la corsa di Nino Lombardo: l'ex parlamentare nazionale della Dc compirà 90 anni tra poco più di un mese. 

L'uscente Mauro Mangano gioca la carta della riconferma, ma la strada stavolta sembra in salita. A suo sostegno non c'è la lista con il simbolo ufficiale del Partito democratico, per quanto poi non gli manchi l'appoggio di alcuni settori del partito e di alcuni parlamentari, come il deputato nazionale Giuseppe Berretta. Nonostante ciò, Mangano sente la responsabilità - e l'ambizione - di proseguire e completare il lavoro avviato nella sindacatura che va a chiudersi. «Si è lavorato per mettere in sesto i conti, - dichiara - pagando buona parte dei debiti derivanti dalle sentenze che il mio predecessore aveva rinviato a chi sarebbe venuto dopo. Abbiamo avviato progetti per le infrastrutture - prosegue - e alcuni sono stati finanziati. Abbiamo ritenuto nostro dovere continuare questo lavoro per il prossimo mandato presentandoci al giudizio della città per il lavoro svolto». Dalla sua parte ci sono le liste civiche Avanti Semplicemente e Democratici per Paternò.

Un avversario difficile per il primo cittadino uscente sarà Anthony Distefano, giornalista, 42 anni, che dopo aver raccontato sulla stampa molte campagne elettorali, si trova nella situazione di viverne una in prima linea. La sua coalizione è composta da sette liste (sei civiche più Forza Italia), e anche in questo caso non mancano correnti del Pd, per esempio l'area guidata dal deputato Ars Luca Sammartino e settori della Cgil. «C’è un gruppo di persone forte ed entusiasta - dichiara - fatto di giovani che rappresentano la futura classe dirigente. Un gruppo che è riuscito ad accendere l’entusiasmo in una città che è sfiduciata per tutto quello che è accaduto in questi anni. Un nuovo modo di fare politica - aggiunge - senza rassegnarsi al clientelismo e al favoritismo, decidendo di combattere per una città che esca fuori da questi schemi». 

Poteva forse mancare qualcuno dei democratici a sostegno di Nino Naso? Certo che no. Tra le candidature che alimentato forti polemiche nelle settimane che hanno preceduto le elezioni c'è quella di Filippo Sambataro, segretario cittadino dem. Che si è autosospeso dall'incarico lasciando l'incombenza di guidare il circolo a Francesco Laudani, responsabile organizzativo della segreteria provinciale. Naso, cinque anni fa sconfitto al ballottaggio da Mangano, ha dalla sua parte la forza di sette liste, tra cui una vicina al partito di destra Fratelli d'Italia. «Avevo detto - afferma - che, nonostante la sconfitta, non sarei scomparso e la gente sta riconoscendo il fatto che sono stato una presenza attiva, un riferimento della città. Giorno 11 giugno non mi aspetto di raccogliere la semina che viene fatta durante la campagna elettorale, ma quella di una vita - conclude - costruita al servizio della città». 

Come detto, un'autentica incognita è rappresentata dal Movimento 5 stelle, che schiera ai nastri di partenza il professionista Salvo La Delfa e un'unica lista formata in gran parte da giovani, tutti alla prima esperienza. Se la reale consistenza numerica dei grillini non è chiara, le idee lo sono eccome. «Noi faremo una politica pulita, serena, fatta senza inciuci - avverte La Delfa - senza nessuno che possa tirarci la giacca. Non dovremo rendicontare nulla, una volta eletti. Ci accusano di non avere esperienza. Da sindaco di sicuro farò degli errori, ma - assicura - saranno errori fatti in buona fede. Se verremo eletti chiederemo alla città di avere pazienza con noi».

Last but not least, c'è la candidatura sorprendente di Nino Lombardo, 89enne di scuola democristiana dalla grande esperienza politica. In passato vice sindaco e assessore del Comune paternese, è attualmente presidente dell’associazione culturale Il cenacolo. Di recente, prima di annunciare la sua discesa in campo, aveva donato al Comune di Paternò una biblioteca multimediale collocata all’interno della biblioteca G. B. Nicolosi di via Monastero. Collegato alla lista Niente Sarà come prima, propugna un modello di governo incentrato sulle larghe intese. «Ritengo - spiega - di avere una proposta di amministrazione della città diversa dagli altri candidati. Secondo me può risolvere i problemi di questa città: parlo di un governo con tutti i candidati, con la collaborazione di consiglieri eletti nella maggioranza e nell’opposizione».


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