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Nicolosi, rivincita di Pulvirenti e le fratture del Pd
Partito spaccato da guerra tra Mazzaglia e Rizzo

«Se le altre due liste fossero andate assieme, Pulvirenti non avrebbe vinto». Questa la voce di popolo che circola fra chi commenta la disfatta tutta politica dell’archiviata maggioranza di Nino Borzì. Recordman di preferenze Marco Sanfilippo, legato alla destra giovanile. Il neo sindaco ha incassato anche i complimenti di Salvo Pogliese

Francesco Vasta

In politica spesso e volentieri due più due non fa quattro, ma questa sarà ancora per molto tempo una magra consolazione per il centrosinistra a Nicolosi, fino a poche ore fa alla guida del Comune con l’uscente Nino Borzì. La rivincita di Angelo Pulvirenti, cinque anni fa battuto dall’ormai ex sindaco e oggi eletto con il 48 per cento dei consensi, nasce anche dalle letali divisioni nel Pd locale, frammentato e, quasi per paradosso, rappresentato all’interno di tutte e tre le liste che concorrevano alle amministrative. Si parte da quella del vincitore - nella vita chirurgo all’ospedale Garibaldi di Catania - dove la seconda fra gli eletti con oltre 400 voti è la segretaria dem Maria Grazia Torre, vicesindaco in pectore e pilastro di una lista dove in realtà ha trovato casa, così come nel 2012, gran parte del vecchio centrodestra. Recordman di preferenze è stato Marco Sanfilippo, già legato alla destra giovanile, mentre lo stesso Pulvirenti - che ha sempre rimarcato l’ispirazione civica del suo progetto - ha anche incassato i complimenti a mezzo stampa dell’eurodeputato di Forza Italia Salvo Pogliese. Come accaduto anche in altri centri al voto - Sant’Agata li Battiati, Linguaglossa - si impone anche nella porta dell’Etna il modello trasversale che fa incontrare brandelli del Pd e orfani del Popolo della libertà, mentre dalle parti degli sconfitti la frammentazione sembra quasi incontrare lo psicodramma di gruppo.

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