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Canoa Polo, la nazionale si colora di rossazzurro
Otto atleti catanesi convocati per i World games

Grazie agli ottimi risultati di quest’anno, le società etnee Canottieri e Gs portano in maglia azzurra ben otto atleti, impegnati dal 26 al 31 luglio nella prestigiosa kermesse di Wroclaw, riservata alle discipline non olimpiche. Per il movimento, in grande crescita, il sogno è proprio l'inserimento nella manifestazione a cinque cerchi

Giorgio Tosto

Foto di: sicilianetwork.info

Foto di: sicilianetwork.info

Uno sport in ascesa che rappresenta un’eccellenza catanese: è la Canoa Polo, che si appresta a celebrare a fine mese il più importante appuntamento internazionale dell’anno all’interno dei World games di Wroclaw, manifestazione aperta a tutte le discipline non facenti parte del programma olimpico. Sono otto i catanesi convocati con la nazionale azzurra: nella squadra maschile troveranno spazio Edoardo Corvaia, Andrea Romano e Gianmarco Emanuele, vicecampioni d’Italia con la Polisportiva Canottieri Catania. Tra le ragazze spiccano invece le convocazioni delle campionesse nazionali Martina Anastasi, Roberta Catania, Silvia Cogoni e Flavia Landolina (anche loro tesserate della Polisportiva Canottieri) e di Ada Prestipino del Gs Canoa Catania, vice-campione d’Italia.

Una sinfonia rossazzurra che testimonia il buon lavoro portato avanti dalle squadre etnee. «È una grande soddisfazione – commenta Alessandra Catania, allenatrice della Polisportiva Canottieri femminile – frutto di un lavoro intenso che dura da dieci anni. Tutte le ragazze sono molto brave, serie e determinate. A livello di club abbiamo fatto il massimo, le atlete adesso sono proiettate a far bene sia nei World games che nella coppa Campioni, che si disputerà a settembre». «La nostra stagione – aggiunge l’atleta Flavia Landolina – è stata impegnativa anche a causa dei doppi impegni tra club e Italia. Come nazionale siamo in grande crescita: quella dei World games sarà un ottimo banco di prova in vista degli Europei».

Le speranze di far bene, dunque, non mancano: «Non ci sarà grande differenza tra squadre. Alcune nazionali – prosegue Landolina – hanno più esperienza, essendo abituate a giocare spesso semifinali e finali: le favorite in tal senso saranno Nuova Zelanda, Francia e Germania. Noi però siamo in crescita: arrivare terze sarebbe un grande successo». Le fa eco Gianmarco Emanuele, uno degli alfieri dell’Italia laureatasi campione del Mondo lo scorso anno a Siracusa: «I World games hanno un alto coefficiente di difficoltà, bisogna far bene da subito. È una competizione d’élite, perché si affrontano le sette migliori squadre al mondo. L’esordio con la Nuova Zelanda sarà molto duro: loro sono preparati all’evento, in più siamo la squadra da battere, quindi tutti giocheranno al massimo contro di noi».

La Canoa Polo potrebbe presto diventare uno sport olimpico, probabilmente già da Tokyo 2024. Sarebbe un grande cambio di prospettiva: «Potrebbe essere la svolta – precisa Emanuele – perché guadagneremmo in visibilità e sponsor. Il nostro sport crescerebbe e la gente si avvicinerebbe in maniera più importante: al momento infatti non tutti gli atleti possono permettersi di proseguire, per problemi legati al lavoro». 

«Avremmo più considerazione da parte degli sponsor – concorda Alessandra Catania – dato che finora facciamo sacrifici a spese nostre. Non pretendiamo di essere pagati come i calciatori, ma sicuramente vogliamo un maggior riconoscimento». Sulla stessa lunghezza d'onda Flavia Landolina: «Sarebbe un incentivo per continuare a migliorare - dice - diventando anche più forti a livello di squadra nazionale. In Italia siamo circa 100 atleti, andare alle Olimpiadi ci farebbe crescere esponenzialmente».

Anche il già florido vivaio catanese ne avrebbe beneficio: «I ragazzi dell’under 14 – spiega Alessandra Catania - hanno vinto il titolo italiano. È la testimonianza del nostro buon lavoro e del fatto che stiamo trasmettendo loro un'identità e un’impronta ben definite».

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
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