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È morto lo storico militante Gabriele Centineo
«Lo straordinario acume di un uomo di sinistra»

Docente di Chimica generale all'università di Catania e, soprattutto, sindacalista e attivista per tutta la vita. Aveva 75 anni ed è scomparso questa mattina alle 10. «Era un grande intellettuale - ricorda l'amico Mimmo Cosentino, segretario regionale del Prc - Generoso e sincero». I funerali laici si terranno alla Cgil giovedì

Luisa Santangelo

«Non è una perdita solo per i suoi cari. Con la sua scomparsa Catania perde un uomo di sinistra straordinariamente acuto, colto e leale». Chi lo conosceva bene ha difficoltà a parlare di Gabriele Centineo. Le voci di alcuni si spezzano, eppure l'elenco delle qualità - o delle cose fatte - viene sussurrato al telefono. «Ha cominciato prima del '68», si sente in sottofondo, mentre Mimmo Cosentino - segretario regionale del Partito di rifondazione comunista - ricorda l'amico di una vita: l'uomo con cui ha iniziato a fare politica nei primi anni '70 e con il quale ha condiviso quasi cinquant'anni di battaglie. Centineo è morto questa mattina alle 10, aveva 75 anni «e ancora era un sindacalista, si occupava dei problemi dei lavoratori, era in grado di analizzare il tessuto sociale e i problemi cittadini con una lucidità unica», ricorda Cosentino. I funerali laici sono fissati per giovedì mattina, alle 10, nel cortile della Cgil di via Crociferi.

Docente di Chimica generale all'università di Catania, Gabriele Centineo «è stato una straordinaria figura di militante politico, che ha speso la sua vita per il movimento operaio», racconta Cosentino a MeridioNews. Prima l'Ugi (Unione goliardica italiana, un'associazione universitaria) all'inizio degli anni Cinquanta, poi il movimento di idee che ha contribuito a costruire il '68, la rivista di sinistra Quaderni rossi e il giornale, co-fondato da Centineo, Il manifesto. Ma anche il Partito di unità proletaria, poi Democrazia proletaria, fino all'approdo in Rifondazione comunista, di cui era segretario a Catania, e l'attività di sindacalista nella Cgil, di cui continuava a essere un esponente.

«Si è formato con una cultura operaista e ha sempre sostenuto l'importanza costituzionale dei partiti nella società, come strumento di decisione collettiva, partecipazione e controllo delle attività istituzionali». Una visione di politica al servizio dei cittadini e, soprattutto, delle idee. «Nonostante i problemi di salute, era stato tra i promotori del movimento catanese contro la revisione costituzionale», continua l'amico Cosentino. «Era un grande intellettuale - sospira - In grado di affrontare con competenza temi scientifici e filosofici». A questo punto, però, il politico lascia lo spazio all'amico: «Era generoso e sincero». 

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