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Regionali, l'insostenibile incertezza delle liste
Vullo si candida ma censura il proprio simbolo

Un post su Facebook mostra i nuovi fac-simile del deputato uscente, ricandidato all'Ars con il centrosinistra. Il logo della lista, però, è coperto da un pezzetto di carta. «Era solo la prova del tipografo - spiega lui - dietro c'è il vecchio simbolo della mia prima elezione a consigliere comunale»

Francesco Vasta

Si dice che gatta frettolosa partorisca figli ciechi, ma i moniti della saggezza popolare sembrano non preoccupare più di tanto il deputato regionale uscente Gianfranco Vullo. Dal 2012 iscritto al gruppo del Pd, l'ex consigliere comunale catanese in aula è rientrato da due giorni nel contenitore che gli aveva consentito di accedere a Palazzo dei Normanni, cioè il ricostituito gruppo del Megafono di Rosario Crocetta. Ma che l'onorevole con un recente passato fra i socialisti - e un trascorso più remoto da eletto al Comune di Catania nel centrodestra del sindaco Umberto Scapagnini - ricerchi la poltrona tra le fila del movimento del presidente della Regione a fine mandato non è ancora dato saperlo. Che si ricandidi, però, è sicuro e dunque la campagna elettorale deve pur partire. E pazienza se ancora, sui fac-simile da distribuire agli elettori, il simbolo per cui correrà Vullo non può ancora fare la sua comparsa. Basta coprirlo con un pezzetto di carta, e via, il volantino è pronto per essere condiviso sui social network. Nel frattempo, avanti con le trattative in cerca di quella lista che possa alzare il più possibile le speranza di rielezione.

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