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Regionali, il dilemma Porto fra Udc e Forza Italia
Vullo da Crocetta a Lombardo. Caos lista Micari

Da Enzo Bianco e Megafono al centrodestra di Musumeci. Ecco la rotta di una vera e propria migrazione, seguendo le vie di scudocrociato, berlusconiani e contenitori post-lombardiani. Fino alla scadenza del termine per la presentazione delle liste tutto può comunque accadere

Francesco Vasta

Morale sotto i tacchi ed un susseguirsi di voci su un guazzabuglio di cambi di casacca e spiazzanti convergenze dell'ultimo secondo. Matura in questo clima la stesura delle liste catanesi nell'alveo del centrosinistra a declinazione Fabrizio Micari. Tutt'altra aria si respira sulla sponda del ritonificato centrodestra che, in Nello Musumeci, vede forse ben più della speranza del ritorno al governo. Si era detto dell'effetto calamita esercitato dalla leadership divenuta unitaria dell'ex missino, ma quello che sta accadendo in questo ore va ben oltre le aspettative. Verso le liste del coalizione Musumeci è in corso una vera e propria migrazione che sembra quasi ripristinare gli equlibri scompaginati, negli ultimi anni, dalle diverse edizioni del centrosinistra di governo in Sicilia, da Lombardo a Crocetta passando per Enzo Bianco e Orlando. I centristi mollano gli alleati degli ultimi anni e si riaccasano a destra. Da dove peraltro molti di loro provenivano, fra esperienze post-dc e autonomiste di varia tinta. La palma per la migliore capriola spetta di diritto ad Alessandro Porto. Il consigliere comunale di Catania guida il gruppo del sindaco Bianco in aula eppure, per la corsa ad una poltrona a Palermo, sembra pronto a schierarsi con Musumeci, non prima però di aver stampato manifesti dove invitata al voto per Micari. Il presisng continuerà fino all'ultimo, sebbena sembra essersi davvero complicato il suo ingresso nel'Udc. L'accordo era fatto, ma in mezzo ci si è messa la ribellione, guidata dal suo collega d'aula Carmelo Sgroi, degli altri candidati con lo scudocrociato. È arrivato allora il soccorso azzurro della lista di Forza Italia, dove il fedelissimo di Bianco in crisi d'identità potrebbe occupare la casella che Peppe Lombardo, nipote dell'ex presidente della Regione Raffaele, non è riuscito ad occupare per un'analoga ribellione di chi candidato con Berlusconi lo era già. E proprio dall'entourage autonomista, intanto, filtra tutto il malessere per l'eventuale ingresso in coalizione di Porto, ex lombardiano che con il leader si era lasciato molto male.

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