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Librino, Briganti rugby dalle fiamme alla voglia di ripartire
Tra ipotesi e poche certezze: «Rialzarci è nel nostro dna»

Il rogo della club house è stato dichiarato spento soltanto nel pomeriggio di ieri. Sul caso intanto ci sono a lavoro gli investigatori di squadra mobile e polizia scientifica. L'ultimo evento pubblico si era tenuto domenica per un'assemblea politica. «Non sappiamo chi c'è dietro», spiega il presidente dell'associazione. Guarda il video

Foto di: Giordano Pennisi

Foto di: Giordano Pennisi

L'orologio segna le 17.45 quando i vigili del fuoco dichiarano ufficialmente spento l'incendio. La club house dell'associazione Briganti rugby Librino è uno scheletro annerito, inghiottita dalle fiamme innescate poco prima della mezzanotte di mercoledì. Dentro l'immobile restano soltanto macerie. Non c'è più nemmeno l'ombra della Librineria, biblioteca sociale nata dalla volontà di alcuni attivisti nel 2014. I pompieri hanno lavorato per ore con l'ispezione del pomeriggio di ieri affidata al dirigente Giuseppe Verme. «Non abbiamo dubbi sul fatto che il rogo sia stato appiccato», spiega un vigile al termine delle operazioni. Degli eventuali inneschi, almeno per il momento, non è stata trovata nessuna traccia. «Per bruciare tutto bastava comunque poco, anche se sembrerebbe che le fiamme siano partite dal lato della libreria e all'interno della zona cucina», continua. Un piccolo mistero che rimane irrisolto è quello del lucchetto che chiudeva il portone principale della sala, ancora non ritrovato. All'interno, in mezzo ai libri, c'erano anche divani, trofei, maglie da rugby e tanti ricordi di oltre dieci anni di attività sportiva e non solo. Nella club house - intitolata al giovane atleta Giuseppe Cunsolo, morto in un misterioso incidente stradale - venivano tenuti anche dei corsi di doposcuola per i ragazzi del quartiere e, recentemente, un'assemblea politica del movimento Potere al popolo.

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