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Consiglio comunale, perché si dimette Carmelo Sofia
«Non mi ricandido». Gli subentra Ernesto Calogero

L'amministrazione comunale da notizia della staffetta tra uno dei decani di Palazzo degli elefanti e l'ex consigliere provinciale della Margherita. Omonimo del cugino, candidato alle Regionali con il centrodestra, finito nell'elenco dei cosiddetti impresentabili. «Possiamo contare su di lui», dice Sofia a MeridioNews

Francesco Vasta

Carmelo Sofia lascia la politica, anzi no. Uno dei decani del Consiglio comunale di Catania potrebbe aver concluso la carriera in aula con delle dimissioni anticipate dettate da fair play politico. La scelta di uno degli uomini più vicini al sindaco Enzo Bianco la si apprende da un comunicato che anticipa anche la «staffetta» che sarà. Al posto di Sofia entrerà infatti a Palazzo degli elefanti Ernesto Calogero, primo dei non eletti con circa 600 voti, nel 2013, nella lista Patto per Catania. Nella nota si parla di un avvicendamento concordato che, sebbene per pochi mesi vista l'imminenza delle Amministrative catanesi, dovrebbe assicurare «l'opportunità di un ricambio» in aula. L'ex vicepresidente del Consiglio conferma tutto: «Lasciamo spazio a Calogero perché sappiamo di poterci contare - spiega Sofia a MeridioNews - sicuramente si candiderà con noi alle prossime elezioni». Dove «noi» starebbe appunto per la coalizione cui il primo cittadino di Catania lavora per assicurarsi il quinto mandato, in barba a chi lo vorrebbe dubbioso sulla ricandidatura e ai rampanti avversari come Salvo Pogliese ed Emiliano Abramo che lo hanno già nel mirino. 

Nella futura squadra, però, Sofia non dovrebbe comparire ancora fra i titolari: «Al momento non credo di ricandidarmi al Consiglio, sosterrò Bianco ma questo è possibile farlo anche fuori dal palazzo. Rifletterò ancora un po' ma per adesso è così, non mi ricandido». Il consigliere dimissionario del centrosinistra rivela poi di volersi intanto dedicare «a un comitato-osservatorio di idee sulla città composto dai cittadini che hanno voglia di fare qualcosa più buono». Campo libero, dunque, magari a qualche nome nuovo e allo stesso Calogero. Che nel 2013 si era candidato nella lista bianchista da esponente dell'associazione Azione futuro, sempre avanti.

Dipendente pubblico, nel suo curriculum ci sono una vecchia esperienza da consigliere provinciale della Margherita, presidente era Raffaele Lombardo, e parentele geo-politicamente ben piazzate: suo cognato è il consigliere di Misterbianco Alessandro Tenerello, luogotenente del deputato regionale Pd Luca Sammartino. Suo omonimo nonché cugino è quell'Ernesto Calogero finito nella bufera sui candidati cosiddetti impresentabili durante la campagna elettorale delle ultime Regionali. Anche lui ex consigliere provinciale dell'Udc, aveva trovato ospitalità nella lista catanese di Diventerà bellissima, il movimento del presidente Nello Musumeci. Dopo le polemiche sull'opportunità della sua candidatura, poiché condannato in primo grado a quattro anni e già arrestato nel 2009 nell’ambito di un'operazione su una presunta compravendita di diplomi a Gela, chiuse la sua avventura con circa 1700 voti, restando fuori dall'Ars. 

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