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S. G. La Rena, Auchan annuncia chiusura il 30 aprile
Più di cento lavoratori a rischio, presidio a oltranza

Le saracinesche del punto vendita catanese sono già abbassate mentre i dipendenti su cui pende la spada di Damocle del licenziamento occupano la galleria commerciale. Davanti all'inattesa decisione cresce la preoccupazione anche perché ci sarebbero anche ridotti margini per le ricollocazioni

Francesco Vasta

Foto di: FIlcams Cgil

Foto di: FIlcams Cgil

Proseguirà anche stanotte il presidio dei lavoratori del megastore Auchan di San Giuseppe La Rena. Proprio in uno dei primi centri commerciali di moderna concezione che aprì i battenti a Catania potrebbe, a sentire i sindacati, già dal mese prossimo consumarsi un vero «dramma occupazionale». Dal 30 aprile, infatti, secondo quanto reso noto dalla direzione, il punto vendita abbasserà definitivamente le saracinesche. Che, a dire il vero, sono chiuse già da stamattina. Una scelta volta a «impedire ai 101 dipendenti di entrare per prestare servizio» a detta di Davide Foti, segretario provinciale Filcams Cgil. «Si tratta di un comportamento vergognoso, eppure siamo comunque convinti di poter trovare una soluzione innanzitutto per scongiurare la chiusura del punto vendita», spiega a MeridioNews il sindacalista. I lavoratori restano così radunati nella galleria commerciale del centro, intenzionati a non mollare. 

Secondo le parti sociali la crisi dell'Auchan di San Giuseppe La Rena - nell'elenco dei centri di prossima cessazione attività assieme a quello di Napoli-Argine - non sarebbe irreversibile, sebbene la decisione giunga dopo ben cinque anni di ammortizzatori sociali accordati ai dipendenti. L'accelerazione verso la chiusura è arrivata comunque come una doccia fredda: soltanto due settimane fa, come scrive in un comunicato la UilTucs, «in occasione dell'incontro svoltosi a Roma con le segreterie nazionali dei sindacati di categoria, l'azienda aveva omesso di fornire notizia di tale decisione». «La flessione negli affari c'è stata, ma come del resto si è registrata in tutti i centri commerciali - aggiunge Foti - Finora però non c'è stata la volontà di confrontarsi su un possibile piano di rilancio del punto vendita, si è solo perso tempo». La preoccupazione dunque è ai massimi livelli, anche perché al momento non si è nemmeno discusso di possibili ricollocazioni dei lavoratori. «Anche negli altri centri commerciali del territorio si sta facendo massiccio ricorso ai contratti di solidarietà - spiega il sindacalista -. Per questo l'unica via d'uscita è fare cambiare orientamento alla società».

Domani le segreterie provinciali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil si sono date appuntamento in piazza Università assieme ai lavoratori. Andrà in scena una manifestazione di protesta che ci si augura possa concludersi anche con un incontro con il sindaco di Catania Enzo Bianco. Per il prossimo 6 aprile infine, come ha reso noto la stessa azienda, il management ha convocato le parti sociali.  

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
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