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Comunali, Notarbartolo si chiama fuori dalla corsa
Affonda il disegno Fava: 100 passi molla le elezioni

Il disegno di una sinistra unita a Catania così come già avvenuto alle Regionali si infrange sul muro di divisioni endemiche. Matura dunque il «No, grazie» del consigliere ex Pd, mentre l'ex candidato presidente della Regione ritira il simbolo e scarica le responsabilità sulla «vocazione al settarismo» di parte del fronte

Francesco Vasta

Dura poco più di un week end la ventilata compattezza della sinistra catanese sul possibile candidato sindaco dell'unità, Niccolò Notarbartolo. Il consigliere comunale ex Pd si tira fuori dalla bagarre delle Amministrative dopo che il suo nome aveva sparigliato il campo in casa Cento passi, il contenitore progressista guidato da Claudio Fava. Proprio l'ex candidato alla presidenza della Regione aveva lanciato l'ipotesi Notarbartolo per provare a sbloccare un impasse che però adesso sembra ancora più insuperabile di prima. I vertici del movimento si era divisi sul dilemma inizialmente profilatosi: il sostegno all'aspirante sindaco civico, ma dialogante a sinistra, Emiliano Abramo - soluzione dapprima gradita all'area più vicina a Fava - oppure una sorta di Catania bene comune bis sotto l'egida dei Cento passi. Preso atto dello stallo, Notarbartolo, vicino peraltro anche ad Abramo, era parso così l'identikit giusto per scongiurare una nuova implosione della sinistra.

Dopo averci pensato su, il consigliere però ha fermato il treno: «Ringrazio chi ha pensato a me, ma non ci sono i tempi e i modi per offrire alla città una proposta realmente rappresentativa - spiega a MeridioNews - Non ci sono le condizioni politiche per una candidatura che possa ricomporre un mondo troppo frazionato, e sarebbe inutile produrre nuove frammentazioni». Le spaccature fra le varie anime che alle Regionali avevano dato vita ai Cento passi - partiti come Mdp, Sinistra italiana, Rifondazione comunista - erano deflagrate meno di ventiquattr'ore fa, nel corso di un assemblea dove le frange più a sinistra del gruppo avevano bocciato anche l'ipotesi Notarbartolo. A partire proprio dal partito di falce e martello. «Ma d'altronde le individualità non bastano - aggiunge il consigliere, in passato vicino all'ex deputato Pd Giuseppe Berretta -  per costruire credibilità politica occorrono tempo e scadenze che non possono essere solo quelle elettorali». La retromarcia di Notarbartolo potrebbe essere totale: anche la sua ricandidatura al Consiglio - prima dell'idea di Fava pronta a maturare in una delle liste di Abramo - ora è tutt'altro che una certezza. 

Il disegno unitario di una sinistra a guida Cento passi, presente anche alle Amministrative a Catania, va a sbattere sul muro di divisioni endemiche. A mollare è così anche lo stesso Claudio Fava, che si smarca dal possibile «suicidio» della sinistra catanese con un comunicato: «La disponibilità di Nicolò Notarbartolo alla candidatura a sindaco, dopo l'ottimo lavoro svolto in consiglio comunale, si è infranta sulla vocazione alla solitudine, alla testimonianza e al settarismo di alcuni pezzi della sinistra catanese, vocazione molto lontana dal progetto dei 100Passi». Il movimento tira i remi in barca: «Saremo presenti con simbolo o con candidati in molte realtà - si legge nella nota - da Comiso a Partinico, da Modica a Licata. Ma non a Catania, dove da anni - purtroppo - la sinistra è sequestrata da chi la rinchiude in gabbie sempre più minuscole». 

La patata bollente potrebbe adesso naturalmente passare all'area di Catania bene comune. Escludendo la convergenza su Abramo, e prima di dare l'ok sull'ipotesi Notarbartolo ormai tramontata, il leader del gruppo Matteo Iannitti non aveva fatto mistero di pensare alla candidatura a sindaco di una donna. Mentre, per altro verso, Emiliano Abramo ha tenuto duro nonostante gli scenari che ne auspicavano persino il ritiro in favore di un ticket all'americana con Notarbartolo. Il capo della comunità di Sant'Egidio si prepara ora ad accogliere i frammenti di sinistra che ancora credono nella sua candidatura.

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