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Via delle Salette, spaccio coca gestito in famiglia
Dal leone dorato davanti alla porta alle mazzette

L'arredamento è quello visto più volte in diverse operazioni di polizia. Divani di velluto rosso, mobili dipinti d'oro, e pacchetti di soldi in banconote da 20 e 50 euro. Istantanee dall'operazione Bassett, che all'alba di oggi ha fatto scattare le manette nei confronti di cinque persone. Le indagini sono partire un anno fa. Guarda foto e video

Luisa Santangelo

Un leone dorato all'ingresso, un divanetto di legno e velluto rosso, il classico arredamento visto e rivisto in una serie di operazioni della polizia. Replicato anche stavolta, in via Santa Maria delle Salette, a casa della famiglia Bassetta. All'alba di oggi gli agenti della polizia si sono presentati nell'abitazione nel cuore del quartiere di San Cristoforo, per eseguire un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di cinque persone: Alberto Bassetta (classe 1985), già ai domiciliari; Francesca Vaccalluzzo (1985), ai domiciliari; Carmelo Bassetta (1967), pregiudicato; Matteo Agatino Costantino (1986), pregiudicato, già ai domiciliari; Giuseppe Castagna (1975), pregiudicato e sottoposto a sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel Comune di residenza. Sono accusati, da soli e in concorso tra loro, di avere illecitamente ricevuto, conservato e venduto cocaina.

Francesca Vaccalluzzo (classe 1985)

Matteo Agatino Costantino (classe 1986)

Giuseppe Castagna (classe 1975)

Carmelo Bassetta (classe 1967)

Alberto Bassetta (classe 1985)

L'indagine - chiamata Bassett - parte il 21 aprile 2017, quando Alberto Bassetta viene arrestato con l'accusa di detenzione di parti di armi da guerra e detenzione ai fini di spaccio di droga. In quell'occasione gli uomini del commissariato di San Cristoforo avevano trovato, dentro a un pozzetto dell'acqua in via delle Salette, angolo via Zirilli, una busta sottovuoto con 27 dosi di cocaina. I poliziotti avevano poi perquisito una stalla in cortile Ariete - anche quella ritenuta nelle disponibilità di Bassetta - dove, in un mobile della cucina, era stato trovato un caricatore Ak-47, cioè parte di un fucile kalashnikov.

Quando le manette si sono strette attorno ai suoi polsi, la procura ha autorizzato le intercettazioni dei colloqui in carcere, eseguite dal personale della sezione antidroga della squadra mobile. Le sue conversazioni con i familiari sarebbero servire a fare emergere il presunto coinvolgimento di Francesca Vaccalluzzo, moglie di Alberto Bassetta, oltre che di Carmelo Bassetta, Matteo Agatino Costantino e Giuseppe Castagna. Questi ultimi tre, ritenuti i pusher di un'attività criminale organizzata dal 33enne. Tutti, tranne Vaccalluzzo, sono stati portati nel carcere di piazza Lanza. Per la donna, invece, sono stati disposti gli arresti domiciliari. In quella casa, come emerge dalle immagini diffuse dalle forze dell'ordine, sono state ritrovate anche diverse mazzette di contanti.

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
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