Edizioni MeridioNews

Edizioni MeridioNews

Edizione Catania

Caso Farmacia, l'accusa:
«Prove distrutte, paura di scandali»

Nuova udienza per il caso Farmacia: parla l'accusa alla quale fanno eco le associazioni Codacons, Cittananzattiva e l'avvocato Santi Terranova, legale della famiglia Patanè. Il 24 ottobre toccherà ai difensori degli imputati, la Cgil e altre parti civili. Entro novembre la decisione del Gup

Federica Motta

Continua la discussione preliminare sul caso Farmacia. A parlare davanti al Gup Alessandro Ricciardolo, questa mattina, sono stati il pubblico ministero, Lucio Setola, e gli avvocati di alcune parti civili: Elisa Di Mattea per il Codacons, Vito Presti per Cittadinanzattiva e Santi Terranova, legale della famiglia Patanè. Disastro ambientale e gestione di discarica non autorizzata l'accusa a carico di 12 imputati tra dirigenti, professori e personale amministrativo della facoltà.

A ricostruire la vicenda è stato il pm che, per far chiarezza sulle responsabilità dell'inquinamento derivato dai laboratori di Farmacia, ha ripercorso passo passo l'intero periodo considerato dall'inchiesta giudiziaria (2004 - 2007), e non solo. Partendo dal 1996, anno in cui arrivarono le prime segnalazioni, ha mostrato - carte alla mano - come i dirigenti e i responsabili della sicurezza esperti in materia, pur constatando la reale entità del pericolo, di fatto tentavano di giustificarlo in altro modo. Un esempio sarebbe il rifacimento delle tubature disposto nel 2005 e motivato a causa di risalite d'umidità. O, ancora, la sostituzione di una parte del terreno in cui finivano le sostanze tossiche sversate nei lavandini dei laboratori perché considerato «deteriorato». Operazione questa che, secondo la Procura, avrebbe consentito di eliminare gran parte delle prove della contaminazione con l'intento di evitare uno scandalo sicuro.

All'intervento del pubblico ministero si associano le due associazioni per la difesa dell'ambiente e dei diritti dei consumatori, Codacons, e per la tutela dei cittadini, Cittadinanzattiva. Presenti in aula anche singole parti civili tra i familiari di alcune presunte vittime e malati gravi. Tra queste, a prendere la parola è stato l'avvocato Santi Terranova, legale della famiglia di Emanuele Patanè, dottorando morto di tumore al polmone e autore del memoriale da cui è partito il secondo procedimento, quello per omicidio colposo.
«Ricordo lo stupore che mi prese quando confrontai gli scritti di Emanuele con le indagini della Procura. Coincidevano perfettamente», racconta l'avvocato Terranova. «Anche in questo processo, però, siamo presenti a pieno titolo - continua - perché, qualora si riuscisse a dimostrare di aver subito un danno morale, la Cassazione prevede un risarcimento anche nel caso di disastro ambientale».

Sulla tipologia di processo giudiziario, intanto, dalle difese non arriva nessuna richiesta di rito abbreviato. «Una scelta che consente loro di prendere tempo e fa aumentare il rischio di prescrizione», commenta l'avvocato Di Mattea del Codacons.
Per gli interventi dei legali degli indagati e delle altre parti civili, tra cui la Cgil, bisognerà aspettare la prossima udienza, fissata il 24 ottobre.
Attesa entro novembre la decisione del Gup sul rinvio a giudizio.

 

[Foto di Valerio Pirrera]

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
Riproduzione riservata

Coronavirus, tutto quello che c'è da sapere

La cronaca, gli aggiornamenti, le disposizioni della Regione, le informazioni utili, gli effetti collaterali. Tutto quello che c'è da sapere sul nuovo virus, arrivato anche nell'Isola.

Discariche di Motta S. Anastasia

Dalle proteste alle indagini che hanno scosso il settore dei rifiuti a livello regionale. La storia degli impianti di smaltimento della spazzatura che si trovano in contrada Tiritì e Valanghe d'inverno, tra i più grandi di Sicilia

Mario Ciancio e la mafia

Le indagini, la richiesta di archiviazione, il rigetto del giudice per le indagini preliminari e il proscioglimento. Tutte le tappe dell'avventura giudiziaria del direttore-editore del quotidiano etneo La Sicilia, imprenditore edilizio di opere pubbliche e private

Combine Catania

Dall'arresto dei vertici della squadra rossazzura alla reazione dei tifosi e della città

I processi a Raffaele Lombardo

Dall'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa - conclusa con una condanna in primo grado a sei anni e otto mesi di carcere - a quella di voto di scambio insieme al figlio Toti. La cronaca completa del trascorso giudiziario dell'ex governatore siciliano

Leggi tutti i Dossier

Segnala una notizia

Utilizzando questo form puoi segnalare le tue notizie alla redazione

Invia un tuo contributo

I campi contrassegnati con * sono obbligatori

×

Abbonati a MeridioNews
il primo mese è gratuito

Raccontiamo il tuo quotidiano

×

Dall'8 luglio per leggere le notizie di MeridioNews chiediamo il tuo supporto. In cambio avrai accesso a tutti i contenuti, inclusi quelli speciali, senza pubblicità invasiva.

Disabilita AdBlock

Disabilita le estensioni "AdBlock" e ricarica la pagina per leggere MeridioNews