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Acqua pubblica, dalla Sidra all'Ato
Fermi i rimborsi per i cittadini

Il forum Acqua bene comune invita i catanesi a chiedere la restituzione del canone per la depurazione dell'acqua. Servizio di cui l'80 per cento della popolazione etnea non ha mai usufruito. Una legge del 2009 obbliga al rimborso i gestori del servizio idrico, che dopo due anni scaricano ancora l'uno sull'altro le responsabilità

Luisa Santangelo

«I soldi sono stati presi illegittimamente e devono essere restituiti ai cittadini». Danilo Pulvirenti, del forum catanese Acqua bene comune, invita così i catanesi in piazza Stesicoro alle 18.00 per compilare la richiesta di rimborso da inoltrare alla Sidra spa, che cura la distribuzione dell'acqua e gestisce le fognature. I soldi che la società deve restituire sono quelli del canone di depurazione delle acque, di cui usufruisce solo il 19 per cento della città. «Abbiamo pagato – spiega Pulvirenti – per servizi dei quali non abbiamo mai usufruito e la legge ci dà ragione: dal 2009 devono arrivare dei risarcimenti e ancora siamo tutti qui ad aspettare».

La storia è vecchia, ma si arricchisce adesso di alcuni dettagli. La legge 13 del 2009, in attuazione di una sentenza della Corte costituzionale dell'anno prima, prevede che i gestori del servizio idrico restituiscano a chi l'ha pagata la «quota di tariffa non dovuta riferita all'esercizio del servizio di depurazione». Servizio non erogato «nei casi in cui manchino gli impianti di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi». Solo che a Catania il depuratore c'è, funziona, ma non è collegato con l'80 per cento della rete fognaria della città.

Dall'ultimo trimestre del 2006 al terzo trimestre del 2008 la Sidra ha ricevuto pagamenti dai cittadini per circa 18 milioni di euro. E adesso dovrebbe restituirli al mittente, almeno secondo il decreto legislativo del governo che ha valore retroattivo. «A darci i soldi per il pagamento dev'essere la Ato acque Catania, il consorzio d'ambito territoriale», sostiene Giuseppe Platania, direttore amministrativo della Sidra. «Non abbiamo ancora ricevuto i fondi, né direttive su come impiegarli – prosegue Platania – Il dl, inoltre, è vago e si presta a interpretazioni molto varie. In ogni caso la colpa non è nostra ma dell'Ato».

«La Sidra non ci ha ancora dato il numero di conto corrente al quale effettuare l'accredito. L'abbiamo richiesto a gennaio», risponde Laura Ciravolo, direttore generale di Ato acque Catania. Che aggiunge: «La Sidra ci ha dato due milioni di euro e noi già a fine dicembre 2010 abbiamo deliberato la loro restituzione ai cittadini. Aspettiamo però dalla società idrica i dati che ci servono». Ma la Sidra ha incassato 16milioni di euro in più rispetto a quelli che ha versato nelle casse dell'autorità. «Sinceramente – afferma Ciravolo – non so perché non ce li abbiano dati tutti, io so solo che noi abbiamo rispettato il nostro impegno nei confronti dei catanesi».

«È vero che non abbiamo dato gli estremi per il pagamento – ammette Platania – L'Ato deve prima dirci come ci dobbiamo comportare e ci deve dare i criteri per i rimborsi». Sui 16 milioni di euro di differenza, però, non sa rispondere: «Sarà stato un problema contabile». Piuttosto vistoso, «ma non è affare dei giornalisti». Dei cittadini però sì.

[Foto di David Blackwell]

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
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