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CasaPound denunciata per i presidi notturni a Catania
Il via in guardie mediche, ma «impossibili in ospedale»

Annunciati la settimana scorsa, sono partiti domenica a Gravina e Trecastagni. Con la promessa di spostarsi presto al Vittorio Emanuele, senza però autorizzazioni. Un problema di legittimità sollevato anche dal giornalista Riccardo Orioles con una denuncia

Claudia Campese

CasaPound Catania denunciata per la violazione di una legge del periodo fascista. Sembra un paradosso, ma è l'ultima puntata dell'annunciato presidio dei militanti di estrema destra nei centri sanitari etnei. La settimana scorsa era stato un comunicato a firma del responsabile territoriale Pierluigi Reale a informare della volontà di procedere a «presidi notturni di osservazione e sostegno silenzioso a tutela degli operatori» e a salvaguardia degli ospedali e delle guardie mediche del Catanese. Promettevano di cominciare dal Vittorio Emanuele, spesso al centro delle cronache per le aggressioni a medici e personale, dove la voce di questo sostegno - non richiesto e irrealizzabile, secondo i vertici dell'ospedale - sembra non avere nemmeno girato nei corridoi. In ogni caso, domenica notte le prove generali sono state svolte davanti alle guardie mediche di Gravina di Catania e Trecastagni. Con poca affluenza di utenti, raccontano gli stessi militanti in un video, e in un caso conclusasi con l'arrivo di una macchina dei carabinieri. Ma solo per «normale controllo del territorio», garantiscono dall'Arma. Anche se c'è chi invece ipotizza un reato.

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