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Edizione Catania

Il Caro petrolio dei Gill & Co.
Denuncia sociale a ritmo di ska

Un testo di forte impatto e come videoclip un reportage di guerra girato durante i conflitti nel Maghreb. E' solo un assaggio del primo album del gruppo catanese. Un tributo d'ispirazione ai grandi della musica e della letteratura ma con un occhio sempre al presente. «Vogliamo comunicare, tramite messaggi d’attualità» promettono

Roberto Quartarone

Denuncia sociale e musica si incontrano in Caro Petrolio, primo lavoro dei Gill & Co. presentato alla libreria Mondadori di via Umberto. Un buon pubblico è accorso all’ex cinema Diana per uno show case che non è solo il primo atto dell’album del gruppo catanese, ma anche la possibilità di ascoltare dal vivo alcuni dei pezzi e seguire il video del primo singolo che dà il nome all’intero cd.

I Gill & Co. (voce e chitarra Gianluca Gilletti, basso Ezio Barbagallo, chitarre Turi Di Natale, batteria Antonio Marino, tastiere Anthony Panebianco) sono attivi da vari anni, hanno vinto Musicateneo 2007 e sono stati finalisti al premio Umberto Bindi nel 2008. Dopo tanta gavetta hanno trovato in Maurizio Nicotra - ingegnere del suono, collaboratore di Francesco Virlinzi - e Massimo Russo dell’etichetta indipendente Suoni diversi chi ha creduto in loro e ha dato avvio a quest’esperienza. A loro vanno i ringraziamenti della band: «È lodevole investire nella cultura e nell'arte - afferma Gilletti -, soprattutto in questo periodo e a Catania; chissà, se fossimo di Londra saremmo già al quinto album!».

La loro musica tocca più generi. È «popolare, ma che cerca di alzare il livello», sostiene la voce del gruppo, ma il pezzo Caro Petrolio, si avvicina allo ska e si caratterizza per un testo di forte denuncia sociale, così come il video realizzato da Fabio Platania. Luca Ciliberti, che modera la serata, lo definisce un «docu-clip»: un reportage di guerra, girato durante i recenti conflitti in Tunisia e Libia. I volti di bambini si mescolano ai feriti e alle armi, con le mitragliatrici e i carri armati in bella vista. «Il prezzo reale del petrolio non è due euro, ma due milioni di morti – prosegue Gilletti –. Anche il nostro nome porta il virus della contestazione, è un marchio di pubblicità, come se fosse la sigla di una fabbrica».

I temi impegnati prendono spunto da una cultura musicale e letteraria profonda: «Ci ispiriamo a un mix di artisti, da Lucio Battisti a Giovanni Lindo Ferretti, ma traiamo ispirazione anche dalla letteratura - spiega il frontman del gruppo -. Per i testi, credo che chi scrive debba prima leggere: Caro petrolio prende spunto da Orwell, altre canzoni da Dostoevskij, Erasmo da Rotterdam, Flaubert e Gogol'. Ci rivolgiamo a un pubblico eterogeneo, ma forse un quattordicenne ci apprezzerebbe di meno».

Un capitolo a parte merita la distribuzione: «Vogliamo comunicare, tramite messaggi d’attualità. Il mercato discografico dipende più dalla possibilità di suonare che dalla vendita dei dischi - conclude Gilletti -. Bisogna creare i presupposti che facciano conoscere la musica a più persone possibili, per questo distribuiremo solo a Catania ma cercheremo di suonare nei posti giusti per far girare il nostro prodotto, magari con un paio di date che definiremo nel 2012».

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
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