Edizioni MeridioNews

Edizioni MeridioNews

Edizione Catania

Etna, chiudono i distaccamenti dei vigili del fuoco
Sindacati: «Poche risorse, territorio resta indifeso»

Fa discutere il disarmo delle sedi volontarie di Linguaglossa e Maletto. Scelta organizzativa che, seppur momentanea, scopre ancora il fianco alle carenze di uomini e mezzi dei pompieri catanesi, specie in zone dove la stagione degli incendi non perdona

Francesco Vasta

Gli incendi sono già tornati, forse non ancora con la virulenza del 2017, ma ci sono. Sull'Etna i boschi e le contrade vanno a fuoco, oggi come nelle estati del passato. A preoccupare la popolazione pedemontana non è però il riproporsi di un'emergenza purtroppo ciclica come le stagioni, bensì l'eventualità che quest'anno non arrivi nessuno a fermare le fiamme. Fa discutere infatti il disarmo dei due distaccamenti volontari dei vigili del fuoco collocati sul versante nord della montagna, quelli di Linguaglossa e Maletto. Da qualche giorno i mezzi come le autopompa serbatoio a disposizione dei volontari di queste due caserme sono stati trasferiti altrove, perlopiù nel Calatino. Dietro la scelta - «provvisoria» secondo quanto appreso da MeridioNews - del comando provinciale retto da Giuseppe Verme, ci sarebbero ragioni che non restituiscono un quadro di buona salute per il corpo dei vigili del fuoco catanesi. La coperta è corta, su uomini e mezzi, e quando serve presidiare una porzione di territorio se ne lascia scoperta, più o meno in maniera calcolata, un'altra. Sperando di fatto che, anche se in apnea, il compito dei pompieri venga comunque portato a termine fino in fondo. 

Quest'anno serviva coprire i fabbisogni dal punto di vista dei mezzi delle quattro squadre in regime di straordinario attivate, come di consueto, nell'alveo delle convenzioni stipulate con la Regione Siciliana - che si traducono in fondi dal governo al comando provinciale - per la campagna antincendio boschiva dell'estate. Ecco perché i veicoli dei distaccamenti volontari avrebbero lasciato Linguaglossa e Maletto per altri lidi. Il versante nord del vulcano resta così presidiato dal distaccamento provinciale di Randazzo, dove sono solo cinque i pompieri in servizio, e l'eventuale contributo d'emergenza delle sedi di Adrano e Riposto in prima battuta. Con la promessa, circolata informalmente, di riattivare i distaccamenti volontari etnei non appena altri mezzi, al momento in riparazione, potranno tornare sul campo. Lì dove gli incendi sono una minaccia che mette costantemente a repentaglio il patrimonio naturalistico del parco dell'Etna: nel 2017 sono stati centinaia gli ettari andati in fumo, mentre i roghi minacciavano talvolta anche i centri abitati

I contorni della vicenda, dunque, restano di grande incertezza, e per questo si levano le voci critiche. Da un lato ci sono le amministrazioni comunali: a Maletto è stato promosso un tavolo fra tutti i Comuni del versante nord per attirare l'attenzione della prefettura di Catania. Dall'altro c'è la base dei lavoratori, i pompieri in prima linea ben consapevoli dei limiti del contingente di cui fanno parte. «Ci dissociamo dalla scelta, ma sappiamo anche che le carenze d'organico e di attrezzature - spiega a MeridioNews Carmelo Barbagallo, membro dell'esecutivo regionale del sindacato Usb vigili del fuoco - spingono costantemente il corpo a tappare i buchi spostando risorse da un posto e svuotandone altri. Oggi è il turno di Maletto e Linguaglossa, domani forse toccherà ad altri distaccamenti strategici». Questo il caso, ricorda il sindacalista, di sedi da centinaia di interventi come  San Giovanni Galermo e Paternò. Ad andarci di mezzo, così, è la sicurezza non solo della popolazione, ma degli stessi vigili del fuoco: «Lavoriamo in condizioni critiche e il territorio resta senza difesa». I sindaci intanto stanno informando la prefettura, dove già l'anno scorso i numeri delle difficoltà dei pompieri catanesi sono finiti nero su bianco: un organico sottodimensionato di circa il 15 per cento, ospitato in distaccamenti tutti più o meno carenti di manutenzione, deve affrontare oltre ottocento interventi annui rispetto a una media nazionale di circa cinquecento.

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
Riproduzione riservata

Mario Ciancio e la mafia

Le indagini, la richiesta di archiviazione, il rigetto del giudice per le indagini preliminari e il proscioglimento. Tutte le tappe dell'avventura giudiziaria del direttore-editore del quotidiano etneo La Sicilia, imprenditore edilizio di opere pubbliche e private

I processi a Raffaele Lombardo

Dall'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa - conclusa con una condanna in primo grado a sei anni e otto mesi di carcere - a quella di voto di scambio insieme al figlio Toti. La cronaca completa del trascorso giudiziario dell'ex governatore siciliano

Se la Sicilia trema

Tra poche realtà virtuose e molta impreparazione, viaggio nell'isola ad alto rischio sismico

Etna libera

Attività intensa e imprevedibilità. Per queste ragioni la Prefettura di Catania ha imposto delle restrizioni per l'accesso al vulcano attivo più alto d'Europa. Ma in molti tra scienziati, ambientalisti e semplici appassionati chiedono di sospendere queste misure

Il processo Iblis tra mafia, politica e impenditoria

La cronaca di tutte le udienze, gli approfondimenti e gli stralci dal troncone principale con il rito ordinario del procedimento sulle collusioni politico-affaristico-mafiose nel Catanese

Leggi tutti i Dossier

Segnala una notizia

Utilizzando questo form puoi segnalare le tue notizie alla redazione

Invia un tuo contributo

I campi contrassegnati con * sono obbligatori

×