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Monti cancella i giornalisti pubblicisti
«Siamo come nel braccio della morte»

La manovra Salva Italia prevede l'abolizione dell'albo dei giornalisti pubblicisti entro agosto 2012. Ma nessuno sa che fine faranno gli 80mila lavoratori che hanno già il fatidico tesserino. L'Ordine tace e il governo non sembra voler tornare indietro. E allora su Facebook scatta la protesta. Niente risposte? Niente quota annuale

Desirée Miranda

SOS pubblicisti - Niente risposte? Niente quota annuale. È questa la provocazione e al tempo stesso il nome del gruppo a sostegno dell’iniziativa su facebook,  nata proprio il giorno di Natale. Il problema è tanto semplice quanto importante. Che fine faranno i circa 80mila giornalisti pubblicisti italiani? Nella manovra economica di agosto – dl n. 138 - sono stati individuati i princìpi secondo i quali adeguare gli ordinamenti professionali. Le norme degli ordini in contrasto con tali principi saranno abolite. Il tutto entro il 13 agosto 2012.

Nella Manovra del premier Mario Monti, la Salva Italia, come l’ha chiamata lui, in applicazione ai suddetti principi, non scompare l’ordine dei professionisti - per iscriversi al quale sarà sempre necessario un esame di stato - ma si cancella l’albo dei giornalisti pubblicisti, cioè tutti quelli che svolgono attività giornalistica non occasionale e retribuita anche se contestualmente ad altri lavori. E chi pubblicista lo è già? Da qui nasce il dilemma ed anche il gruppo. Per cercare di capirne qualcosa di più, di condividere le proprie informazioni con gli altri, perché, al momento, nessuno si esprime. Non ci sono notizie certe sul futuro di migliaia di persone. Confluiranno in un nuovo elenco ad esaurimento, perché «il titolo, benché non sia abilitante all’esercizio della professione di giornalista, non si può togliere a chi lo ha conseguito»?. Come ipotizza, tra le altre cose, Franco Abruzzo, storico presidente dell'ordine della Lombardia, sul suo blog. Nulla di certo. All’ordine dei giornalisti tutto tace.

E allora Ornella Balsamo, l’amministratore del gruppo nato sul social network, ha voluto lanciare una provocazione: Niente risposte? Niente quota annuale. E certo, perché intanto la quota annuale di iscrizione (circa 100 euro) deve essere pagata, pena il decadimento dell’iscrizione stessa. Ma a che pro? Si chiedono gli iscritti al gruppo. Qualcuno pubblicista lo è già, qualcun altro deve ancora diventarlo ma ha già iniziato la procedura necessaria. Verrebbe da pensare al motto: no taxation without representation. «Nessuno sa niente» esclama Ornella Balsamo che spiega: «Tutto questo silenzio sembra fatto apposta perché i pubblicisti sono tanti e incassare la loro quota di iscrizione è importante, fa cassa».

La giornalista pubblicista ha provato a contattare via email il presidente dell’ordine dei giornalisti di Sicilia, Vittorio Corradino. Il periodo è quello festivo e magari non l’avrà letta, fatto sta che al momento non è arrivata nessuna risposta. Intanto la Balsamo racconta che le hanno riferito di un incontro tra i rappresentanti dei giornalisti e il governo giorno 30 per discutere il problema, ma la sensazione è terribile. «Siamo come nel braccio della morte, sappiamo che succederà, ma non sappiamo né quando né come» dichiara. Non rimane che attendere e sperare che qualcuno colga la provocazione lanciata.

[Foto di delete08]

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
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