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La grande illusione delle paline Amt
Poche e malfunzionanti

Inaugurati in pompa magna dal sindaco due mesi fa, i segnalatori elettronici dei tempi di percorrenza degli autobus catanesi servono a poco, denunciano i consiglieri del Pd. Appena 10, tracciano solo due linee e, come CTzen ha appurato stamani, non sempre in maniera aggiornata. Gli utenti: «Siamo a Catania, era normale che finisse così»

Desirée Miranda

Inaugurate due mesi fa, le paline elettroniche per la segnalazione dell'arrivo dell'autobus di cui si è in attesa, sembrano più fungere da luminarie che da segnalatori dei tempi di percorrenza. Le prime (e per ora uniche) dieci erano state inaugurate in pompa magna dal sindaco Raffaele Stancanelli. Sono inoltre state presentate come innovative e funzionali per i catanesi che non sarebbero stati più obbligati ad aspettare un autobus ore ed ore, senza mai vederlo arrivare all'orizzonte. Secondo i piani dell'Amt, Azienda municipale trasporti, poi, entro aprile dovrebbero essere ben 95 le paline attive. Qualcuna si vede già sui marciapiedi seppur ancora coperta da plastica nera. Il fatto è che neanche quelle attive sono collegate con tutte le linee degli autobus. Le uniche linee monitorate sono la 721 e 443. «Prendo l'autobus ogni giorno e segnala solo il 43, per il resto, niente» racconta un anziano signore alla fermata di piazza Europa. Un funzionamento parziale, che non fa felici i cittadini così come l'opposizione politica dell'amministrazione al Comune. «Siamo nella città delle cose a metà, per cui si fanno grandi annunci e poi si conclude poco. È già successo con le telecamere installate nella zona a traffico limitato e mai entrate in funzione» afferma Francesca Raciti del Pd. «Il progetto paline - denunciano i consiglieri - costa 2 milioni di euro. E sebbene non siano soldi del Comune, si tratta sempre di soldi dei contribuenti e non è tollerabile che non funzionino ancora».

La gente che usa giornalmente l'autobus si sente presa in giro. Le paline elettroniche sono molto utili per poter programmare i proprio impegni e i propri spostamenti in molte città italiane. Catania ha fatto un passo avanti per cercare di uniformarsi, ma come spesso accade alle falde dell'Etna, il primo passo rimane il solo ad essere fatto. «Non so che dire, siamo a Catania ed è normale così» dice frettolosamente un signore in procinto di salire sull'autobus. Dello stesso avviso ed anche un po' demoralizzata ed abituata alla situazione è la signora che aspetta alla fermata Veneto. «Non riesco proprio a capire a cosa servono se non segnalano che il 443. In ogni caso segnalare un autobus che comunque porta sempre ritardo non ha senso, è solo uno spreco di energia. Mi è capitato di aspettare anche un'ora e tre quarti. Facessero qualcosa per risolvere questo problema» lamenta.

A distanza di due mesi dal grande start, quindi, la situazione rimane invariata. Non è chiaro il motivo del blocco. Forse è guasto il sistema di radiolocalizzazione? Al riguardo i consiglieri del Pd hanno presentato una interrogazione consiliare e «A breve ci incontreremo nel partito per capire meglio qual è il secondo passo da fare». Al momento, al di là dell'energia elettrica che consumano per non comunicare con il cittadino, segnalano anche la data sbagliata. Le paline di Catania oggi sette gennaio sono rimaste indietro al giorno della befana. Vuoi o non vuoi nella città etnea si rimane sempre un po' indietro.

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
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