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Caos ripescaggi, la serie B resta a 19 squadre
Consiglio di Stato ribalta di nuovo la situazione

Nuovo colpo di scena. Nel decreto viene data priorità all'interesse generale verso la «sicurezza e garanzia del regolare svolgimento dei campionati ormai già in corso». Il consiglio federale è stato convocato per martedì prossimo

Giorgio Tosto

Si ritorna al passato, a soli due giorni dalla sentenza con cui il Tar del Lazio aveva ribaltato tutto. La quinta sezione del Consiglio di Stato, nel decreto pubblicato stamattina, accoglie il ricorso in appello della Lega di B contro la decisione con cui il tribunale amministrativo regionale aveva di fatto bocciato i provvedimenti Figc che davano il via al format del campionato a 19 squadre. 

Il Tar, per fare chiarezza, aveva deciso di sospendere il pronunciamento con cui il Tribunale federale nazionale, giorno 1 ottobre, dichiarava la sua incompetenza nel giudicare la legittimità degli ormai famosi provvedimenti con cui l'ex commissario Figc Roberto Fabbricini aveva varato la nuova Serie B con tre formazioni in meno al via.

Tutto, adesso, ritorna a 72 ore fa, prima del terremoto che sta nuovamente scuotendo il mondo del calcio italiano. Il Consiglio di Stato ha dato ragione alla Lega B sulla base di alcuni principi cardine. Il primo è che non sussistono elementi per affermare che Roberto Fabbricini abbia agito al di là delle deleghe conferitegli, considerando l'ampiezza dei suoi compiti, concernenti «tutti gli atti necessari per il regolare funzionamento della Federazione, anche in relazione alle funzioni di controllo e vigilanza sulle strutture federali, ivi inclusa l’eventuale predisposizione di nuove norme statutarie e regolamentari». 

Il secondo elemento da considerare, stando alla sentenza, è che tenendo conto dei vari interessi contrapposti, c'è la necessità di tutelare quello primario e prevalente «alla sicurezza e garanzia del regolare ulteriore svolgimento dei campionati ormai già in corso». Secondo il Consiglio, dunque, non è più possibile intervenire su dei campionati che hanno già preso il via. Considerando questi «presupposti di gravità ed urgenza», poi, l'organo supremo di giustizia amministrativa ha ribadito come rientrano nell'autonomia decisionale degli organi dell'ordinamento sportivo (la Figc) le «valutazioni di opportunità circa la congrua definizione degli assetti organizzativi dei campionati».

La Lega B e la Figc, dunque, non hanno messo in atto alcun tipo di comportamento irregolare. Stride, ovviamente, la differenza di vedute tra la sentenza del Tar di giorno 24 e il contro-ribaltone odierno del Consiglio di Stato. In attesa della Camera di Consiglio, fissata per giorno 15 novembre, la patata bollente torna nelle mani del nuovo presidente federale Gabriele Gravina. Il Consiglio federale, convocato per il prossimo martedì, servirà a dare una risposta definitiva in merito alla strutturazione del prossimo campionato di B, in tutti i suoi aspetti: format del prossimo campionato, numero di retrocessioni e, soprattutto per il Catania, numero di promozioni dalla Serie C.

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