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Acireale-Bari, solo 50 tifosi ospiti al Tupparello
La decisione arriva nonostante il gemellaggio

Finora la squadra pugliese era stata seguita in trasferta da centinaia di tifosi, ma il Prefetto di Catania ha ridotto i biglietti in vendita per i pugliesi. La reazione del club granata: «Un provvedimento che mortifica l'intera città dopo 24 anni di attesa»

Luca Di Noto

Foto di: sololecce.it

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Un’attesa di 24 anni rovinata da un’ordinanza. Brutte notizie per i tifosi di Acireale e Bari in vista della sfida in programma allo stadio Tupparello domenica 4 novembre: il Prefetto di Catania ha infatti vietato ai tifosi pugliesi la trasferta siciliana nonostante una storica amicizia pluridecennale tra le due tifoserie. Per l’esattezza ha limitato a 50 i biglietti in vendita per la gara in questione. Ordinanza che, considerando le centinaia di tifosi che hanno finora seguito i Galletti, equivale a un vero e proprio divieto di trasferta. Una decisione, come si legge nella nota di risposta della società acese, che «Mortifica una intera città che ha atteso per 24 anni gli amici baresi al fine di suggellare in campo, allo stadio Tupparello, la lunga amicizia sportiva che lega le due squadre». 

Se l’ordinanza non è arrivata per eventuali motivi di ordine pubblico che, effettivamente non sussisterebbero, si capisce bene che tale decisione è stata presa anche in conseguenza a quanto successo appena pochi giorni fa, con gli scontri che hanno visto protagonisti tifosi baresi e messinesi in prossimità dei traghetti sullo Stretto, proprio mentre i supporter biancorossi tornavano a casa dopo la trasferta a Marsala.

I biglietti per il settore ospiti saranno dunque in vendita fino alle 19 di venerdì 2 novembre presso il Bari Point e la società pugliese dovrà fare pervenire l’elenco degli acquirenti alla Questura di Catania. Anche per questi motivi, il club siciliano non nasconde l’amarezza: «Non è possibile nascondersi dietro il falso problema di alcuni scontri verificatisi in prossimità dei traghetti tra tifosi messinesi e baresi. Crediamo, infatti, fermamente che lo stato debba garantire la continuità territoriale e da cittadini siciliani non possiamo in alcun modo accettare di essere penalizzati dalla mancanza di infrastrutture di collegamento». 

La società ha inoltre annunciato che proverà a dialogare con il prefetto e il questore di Catania così come con il presidente della Regione e con il ministro degli Interni per invitare le autorità a rivedere la loro posizione «Anche in considerazione degli eventuali problemi di ordine pubblico – conclude la nota dei granata – che potrebbero verificarsi nell'ipotesi in cui la tifoseria barese decida ugualmente di raggiungere Acireale senza alcun controllo».

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