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Grammichele, la dura vita dei pentastellati di governo
Parla Morello, il vicesindaco dimissionato da Purpora

La rottura fra il sindaco M5s eletto nel 2016 e l'avvocato benvoluto dalla base locale segnerebbe un «cambiamento politico» in realtà effetto di difficoltà e mutazioni più profonde. Il j'accuse dell'ex assessore si conclude invocando «più filtro sulla qualità degli eletti»

Francesco Vasta

Una delle prime giunte a 5 stelle di Sicilia si è di fatto quasi de-grillinizzata. È questo uno degli effetti delle dimissioni del vicesindaco di Grammichele, l'avvocato Gianfranco Morello, arrivate qualche giorno fa per espresso volere del primo cittadino pentastellato Pippo Purpora. Ma, in fondo, è così che arriva anche nuova prova di come il Calatino sia spesso antesignano di evoluzioni politiche a più ampio raggio. Si dice convinto di ciò l'ormai ex assessore, rappresentante in giunta assieme a Giuliana Raniolo del locale meet up. Anche quest'ultima sta infatti per dimettersi: resterebbero così al fianco di Purpora solo assessori d'altra estrazione. Perlopiù di sinistra, come l'ex consigliere provinciale di Rifondazione comunista Giuseppe Branciforti. Ma anche da destra, come Salvatore Li Rosi, il sostituto di Morello.

Lo sbarco grillino nel paese natale di Raffaele Lombardo, a dire il vero, aveva caratteri pionieristici fin dai suoi albori: era nato anche da un contratto, una sorta di anticipazione in piccolo di quanto poi fatto dal M5s con la Lega. I grillini locali si erano aperti appunto alla sinistra, come l'associazione Amici del Garbo, accogliendo in lista candidati non ortodossi. Poi la sorprese della vittoria dei nuovi - nel 2016 - nella casa del lombardismo. E la dura, «durissima», prova dell'amministrazione. 

«C'è voluto almeno un anno per capire da dove iniziare - ricorda a MeridioNews Morello, oggi accomodatosi in panchina suo malgrado. «Il sindaco mi ha detto proprio così: sono l'allenatore, e decido io su chi sta in campo e chi no», dice sul giorno delle dimissioni. Epilogo di scontri su visioni contrapposte, a partire dal cruccio della mancanza d'acqua. «I nostri sette pozzi sono tutti calati e spesso la gente resta a secco - spiega l'ex vicesindaco - mentre con la gestione in house voluta dall'ex sindaco Salvatore Canzoniere i costi sono raddoppiati». Epilogo, le dimissioni, che aldilà della cronaca racconterebbe degli effetti sul grillismo della dimensione del governo. «Qualcosa è cambiato a Grammichele così come è cambiato Di Maio o il Movimento 5 stelle anche a Roma. Si prendevano posizioni senza studiare le carte, ma oggi che siamo noi ad avere le responsabilità non è così facile come sembrava», ammette candidamente Morello. Che pentastellato lo è e vuole restarlo - «La base è con me, ho anche fatto da pompiere perché qualcuno voleva rompere dopo le mie dimissioni» - pur facendo una diagnosi impietosa sui presunti mali del Movimento. 

A cambiare, a Grammichele, sarebbero stati soprattutto i comportamenti. «Amministrare vuol dire anche compromessi, il sindaco Purpora lo sa tanto da non aver alzato la testa con gli altri sindaci del Calatino in più occasioni». L'ultima volta è avvenuto in estate, quando ai vari Comuni che gestiscono i pozzi ex Eas (Ente acquedotti siciliani) è stato chiesto di cedere più acqua al socio Grammichele: «Ci hanno mandato solo 1,5 litri invece che i 5 pattuiti, ma Purpora si è comunque tenuto cauto soprattutto nei confronti del sindaco di Caltagirone Gino Ioppolo, forse perché si conoscono bene». Il primo cittadino, dal notorio passato familiare democristiano, nega. Da allora, comunque, la frattura è diventata insanabile. «Mi è stato anche rimproverato di essere un vicesindaco troppo operaio, forse ricevendo troppa visibilità perché nei problemi ho sempre voluto metterci le mani - racconta ancora Morello - ma per me l'acqua in casa non deve mancare. Perché puoi fare di tutto, ma i cittadini certe cose non le perdonano».

Che sia vera eterogenesi, o che tutto sommato sia solo una bega locale, lo dirà il futuro. Che però il caso Grammichele non sia all'ordine del giorno, ai piani alti del Movimento, lo pensa anche il vicesindaco tornato attivista: «La base mi è stata vicina, tanta gente ancora non capisce le mie dimissioni. Invece nessuno dei nostri deputati all'Ars o in Parlamento - attacca l'avvocato - mi ha fatto anche solo una telefonata, nessuno ha chiesto che succede». Sarà per quel filo diretto del sindaco Purpora con Giancarlo Cancelleri, o con lo stesso Luigi Di Maio? «Ha sempre tenuto lui i contatti, ma il vero limite è l'assenza del Movimento sul piano locale - risponde Morello - perché sembra quasi che si dica: "una volta che siete eletti, ve la sbrogliate voi". In realtà i tour e le dirette Facebook non bastano se non si toccano con mano i problemi del territorio, se non si studiano le carte». Il j'accuse dell'ex vicesindaco di Grammichele si chiude evocando una possibile soluzione: «Serve più filtro sulla qualità delle persone, per evitare di mandare al governo persone che non conoscono i meccanismi base della politica o dell'amministrazione. Serve gente che sappia sporcarsi le mani».

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