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Motta, auto incendiata di fronte a una ferramenta
Non si esclude la pista del racket delle estorsioni

Le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona avrebbero immortalato un uomo, con il volto coperto, mentre dà fuoco alla macchina. La Y10 era stata rubata a Misterbianco. Il titolare del negozio avrebbe dichiarato di non avere ricevuto minacce

Salvatore Caruso

Foto di: Salvatore Caruso

Foto di: Salvatore Caruso

È di matrice dolosa l’incendio che all’alba di oggi, poco dopo 4.15, ha distrutto una Y10 vecchio modello e danneggiato la facciata di un negozio di ferramenta in corso Sicilia, a Motta Sant'Anastasia. A confermare la matrice dolosa sono i carabinieri della compagnia di Paternò, intervenuti sul luogo del rogo, a seguito della segnalazione alla centrale operativa delle forze dell’ordine proveniente dai pompieri del distaccamento paternese. Ai vigili del fuoco, alle 4.23, è arrivata la telefonata fatta dai residenti della zona, preoccupati per le fiamme che stavano avvolgendo un'auto parcheggiata proprio davanti alla vetrina. 

L’auto è andata quasi del tutto distrutta ed è stata posta sotto sequestro dai militari. Le indagini, grazie anche alla visione delle immagini dei sistema di videosorveglianza dell'area, hanno consentito di fare chiarezza sulla dinamica dell’incendio. Da quanto appurato dai carabinieri la Y10 andata distrutta dalle fiamme sarebbe stata rubata con molta probabilità qualche ora prima che le fosse appiccato il fuoco, in una via del centro storico di Misterbianco. Il proprietario della vettura, rintracciato tramite la targa, l'aveva parcheggiata nel tardo pomeriggio di ieri e non sapeva ancora del furto.

Nelle immagini delle telecamere si vedrebbe un uomo con il volto coperto che dà fuoco alla macchina e poi fugge via, probabilmente atteso da un complice. La pista investigativa più accreditata sarebbe quella di un avvertimento al titolare della ferramenta. Non si esclude, pertanto, la mano del racket. Sentito dagli investigatori, l'imprenditore mottese avrebbe riferito di non avere mai ricevuto richieste di pizzo o minacce di altro genere. Motivo per il quale i carabinieri non escludono altre ipotesi sulle cause dell'incendio. Solo intorno alle 7.15 di oggi sono stati ultimati i rilievi del caso e le operazioni di bonifica e messa in sicurezza della zona.

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