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Addio volantini, il marketing ora si fa online
«Servono nuove figure professionali»

In tempi di crisi, le aziende hanno paura delle novità. E, soprattutto, dei loro risultati incerti. Ma nuovi strumenti significano anche nuove opportunità. Anche al Sud. Ne è convinto Tommaso Sorchiotti, tra i guru italiani del social media marketing, docente per un giorno a Catania durante il corso organizzato da Adivì insieme agli esperti di Ninja Academy

CTzen marketing

Potrebbero chiamarlo il marketing sostenibile. «Un modo per avere rapporti con il cliente più naturale e umano». E invece è più noto come social media marketing. Un sistema di «relazioni basate sul dialogo e l'ascolto. Perché, se il tuo prodotto è rilevante, la gente on line ne parla. Esserci ed ascoltare le sue esigenze diventa un vantaggio competitivo». Così Tommaso Sorchiotti, trentenne tra i guru del settore in Italia, spiega l'importanza dei nuovi strumenti di comunicazione in Rete per le aziende. Come usarli e perché lo approfondirà sabato 24 marzo, durante la lezione che terrà a Catania: una due giorni intensiva con il corso su Social Media e Viral Marketing, organizzato dall'agenzia etnea Adivì (sponsor di CTzen), in collaborazione con la Ninja Academy. Dopo Sorchiotti - tra i docenti Ninja – a intervenire domenica sarà Mirko Pallera, uno dei due fondatori dell'accademia.

Ad essere presentato da Sorchiotti - autore insieme a Luigi Centenaro del libro di riferimento del settore Personal branding - sarà un modo di fare marketing innovativo e diverso dai metodi tradizionali. Per questo ancora poco assimilato dalle aziende, soprattutto in tempi di crisi. «Queste strategie hanno un basso costo, ma anche implicazioni di tempo e di investimenti non finanziari – spiega Sorchiotti – Le aziende sono un po' scoraggiate dalla novità e dai risultati incerti». Nuovi strumenti, però, significano anche nuove opportunità. «Se con il classico volantinaggio un'azienda spende cento, così potrebbe spendere meno e, se ha lavorato bene, ottenere lo stesso risultato». Affinché la strategia funzioni, però, serve che chi se ne occupa sia soprattutto versatile. «Non c'è ancora una professionalità certa e definita – ammette Sorchiotti - E' difficile definire le risorse da cercare. Da una parte servono competenze di marketing, dall'altra di relazioni online. E poi conoscenze tecnologiche e nella creazione di contenuti». Motivo per cui le grandi aziende di comunicazione stanno iniziando a strutturarsi al loro interno, con persone sempre più specializzate.

Uno scatto verso il futuro - già presente - nel modo di vivere gli obiettivi di business e le relazioni che per una volta non vede il Sud troppo indietro. «Personalmente ho sempre visto Catania come una realtà abbastanza effervescente – dice Sorchiotti – Anche nelle grandi città periferiche vediamo che un'esigenza c'è». Insomma, imprenditori illuminati si trovano anche qui e le resistenze sono trasversali alla geografia e più legate all'età. «E' questione di tempo e di ricambio generazionale. Pian piano questo modello di marketing entrerà progressivamente in tutti gli spazi, un po' come la comunicazione al telefono, di cui ormai nessuno può fare a meno». Difficile dire se e quando avverrà il sorpasso. «Al momento si tratta di strumenti complementari, uno spazio non esclude l'altro – spiega - In futuro gli investimenti verranno ovviamente dirottati verso quelli più efficaci. Dipende da quanto saremo attivi su questi canali».

Ancora una volta una questione di lungimiranza da parte delle aziende. Perché il marketing basato sulle relazioni sociali online, «non dà un riscontro in termini di vendite dirette. Ma, se fatto bene, sul lungo periodo influisce». Come il tradizionale passaparola: da strumento più vecchio del mondo a strategia 2.0. Ad essersi evoluta, intanto, è la capacità di portata del messaggio. Una volta c'erano gli opinion leader: personalità influenti che, senza essere testimonial, potevano raggiungere un bacino comunque ridotto di utenti. «Adesso invece, a patto di operare un passaparola autentico, tutti possono diventare autorevoli e affermarsi in Rete – conclude Sorchiotti – Online siamo tutti potenzialmente vip».

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[Foto di Goiabarea]

 

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