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Mafia e scommesse, relazioni «esterne» dei Placenti
Dal nipote di Messina Denaro ai camorristi Nuvoletta

La coda dell'operazione Revolutionbet manda in carcere quattro presunti affiliati ai Santapaola-Ercolano. Altre 17 persone vanno ai domiciliari, tra cui il vicesindaco di Misterbianco Carmelo Santapaola, cugino dei fratelli Placenti. Guarda il video

Marco Militello

Foto di: Carabinieri Catania

Foto di: Carabinieri Catania

È il secondo capitolo dell'inchiesta Revolution bet quello illustrato oggi in conferenza stampa da magistrati e forze dell'ordine. Ai 15 fermi - poi convalidati - effettuati sette giorni fa si aggiungono le 21 persone che questa notte sono state poste agli arresti. Quattro in carcere, gli altri ai domiciliari. Il cuore dell'inchiesta rimane invariato: il lavoro della procura scandaglia il comportamento del gruppo Placenti, ritenuto affiliato al clan mafioso Santapaola-Ercolano, e il suo presunto arricchimento, basato sullo sfruttamento illegale delle scommesse sportive e del gaming on line. Dietro lo schermo legale della skin RevolutionBet365, i cui nuovi proprietari sono estranei alle indagini. La settimana scorsa la procura aveva colpito i presunti «promotori e organizzatori» del sistema. Oggi, invece, sono finiti in cella altri quattro presunti affiliati al clan, ovvero il 44enne Bartolo Augusta, il 34enne Giovanni Di Stefano, il 35enne Alfio Saitta e il 41enne Emanuele Trippa. Figure che avrebbero svolto «mansioni da gregari deputati alla gestione dei centri scommesse on line su tutto il territorio isolano», con tanto di simanata, una sorta di stipendio. 

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