Edizioni MeridioNews

Edizioni MeridioNews

Edizione Catania

Il Consiglio comunale ha dichiarato il dissesto
Su 29 presenti, 27 voti favorevoli e 2 astenuti

Alle 23.32, dopo una seduta lunga e pacata, il senato cittadino ha approvato la dichiarazione del default di Palazzo degli elefanti. Nel documento votato, c'è anche qualche puntino sulle i rispetto alle accuse della procura generale della Corte dei conti

Luisa Santangelo

Foto di: Luisa Santangelo

Foto di: Luisa Santangelo

«I numeri sono esatti quando c'è la sottrazione e la moltiplicazione: due più due fa quattro». In Consiglio comunale sguardi già disattenti si perdono definitivamente di fronte a questa affermazione al microfono. Il senso, si intuiva, è che le cifre parlano da sole, non hanno bisogno di interpretazioni, e se il dissesto si deve dichiarare si dichiara. Del resto, lo ha detto il sindaco Salvo Pogliese, i catanesi possono sperare nello spirito di Francesco Lodi: dopo una brutta partita allo stadio Angelo Massimino, alla fine dal campo si esce vincitori con un rigore al 92esimo. E poco importa se allo stadio i giocatori sono stati ricoperti di fischi. Alle 23.32, con 29 consiglieri presenti, dei quali 27 favorevoli, è stata deliberata la dichiarazione di dissesto del Comune di Catania. Astenuti solo Daniele Bottino e Lanfranco Zappalà, orfani di Enzo Bianco, assente ingiustificato anche in una serata come quella di ieri.

Una cifra dopo l'altra, alla fine quella unanimemente definita come «l'ora più triste» per Catania è arrivata: il default è stato dichiarato e non passerà molto tempo prima che arrivi il triumvirato dell'organismo straordinario di liquidazione a dare una mano all'amministrazione per capire come uscire da un baratro quantificato in un miliardo e mezzo di euro di debiti. I dipendenti comunali, nel frattempo, hanno tirato un sospiro di sollievo: ieri sono arrivate le buste paga, oggi dovrebbero arrivare gli accrediti. Tutto grazie ai 31 milioni e oltre 600mila euro arrivati direttamente dallo Stato dopo l'approvazione del consuntivo 2017. «Sono volati 31 milioni in tre ore», si sentiva dire nei corridoi del municipio. Sempre ieri, intanto, l'Assemblea regionale siciliana ha votato la norma che prevede otto milioni per il Comune di Catania direttamente da Palermo: 32 deputati regionali hanno detto , altri 31 - invece - avrebbero tolto a Palazzo degli elefanti un'altra di quelle molliche di pane da mettere da parte per evitare la crisi occupazionale.

«La crisi di liquidità non è legata al dissesto», ci tiene a precisare il primo cittadino, ma l'argomento in realtà in aula non viene toccato. «Potevamo scegliere un'altra strada, non dovevamo dichiarare il dissesto», è il mantra dell'opposizione di centrosinistra. Mentre il Movimento 5 stelle ci tiene a marcare la distanza rispetto a quanto avvenuto nel lontano e più recente passato. Nel ping pong di risposte e contrattacchi, nel merito della delibera poi votata - che prevede anche la revoca del bilancio 2018-2020, almeno per quanto riguarda i prossimi due anni - non entra quasi nessuno (con la sola eccezione di Daniele Bottino). In quelle pagine, oltre che ampie citazioni dei pronunciamenti della Corte dei conti, c'è anche l'ideale risposta alle accuse formulate dalla procura contabile e, plausibilmente, sposate dai giudici delle Sezioni riunite di Roma. 

Il primo sassolino tirato fuori dalla scarpa riguarda il valore dei contenziosi stimati dai magistrati. Non 712 milioni di euro, come sostenuto, ma 163: perché, nel frattempo, due grosse cause - una da quasi 390 milioni e una da 51 milioni di euro - si sono risolte, anche se non in via definitiva, a favore del Comune di Catania. Che quindi quei soldi, almeno per il momento, non dovrebbe versarli. Da questo punto, deriva poi la seconda precisazione: la controversia che sfiora i 390 milioni di euro - messa in piedi dalla società Sie (Servizi idrici etnei) -  prende il via con la notifica dell'atto di citazione: «In data 27 febbraio 2014, a distanza di oltre un anno dall'approvazione del piano di riequilibrio, e pertanto non poteva essere inserito né previsto quale rischio di soccombenza nelle passività potenziali». Puntini sulle i, che però adesso servono a poco. 

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
Riproduzione riservata

Elezioni comunali 2019 in Sicilia

Il 28 aprile 2019 in diversi Comuni siciliani si vota per le Amministrative. I cittadini saranno chiamati alle urne per scegliere nuovi sindaci e consiglieri comunali. Il percorso di avvicinamento al voto e i risultati degli scrutini

Mario Ciancio e la mafia

Le indagini, la richiesta di archiviazione, il rigetto del giudice per le indagini preliminari e il proscioglimento. Tutte le tappe dell'avventura giudiziaria del direttore-editore del quotidiano etneo La Sicilia, imprenditore edilizio di opere pubbliche e private

I processi a Raffaele Lombardo

Dall'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa - conclusa con una condanna in primo grado a sei anni e otto mesi di carcere - a quella di voto di scambio insieme al figlio Toti. La cronaca completa del trascorso giudiziario dell'ex governatore siciliano

Se la Sicilia trema

Tra poche realtà virtuose e molta impreparazione, viaggio nell'isola ad alto rischio sismico

Etna libera

Attività intensa e imprevedibilità. Per queste ragioni la Prefettura di Catania ha imposto delle restrizioni per l'accesso al vulcano attivo più alto d'Europa. Ma in molti tra scienziati, ambientalisti e semplici appassionati chiedono di sospendere queste misure

Leggi tutti i Dossier

Segnala una notizia

Utilizzando questo form puoi segnalare le tue notizie alla redazione

Invia un tuo contributo

I campi contrassegnati con * sono obbligatori

×